Caso Sea Wacht Lampedusa, Salvini-Rackete: due reati e una sciocchezza

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Alle 15.30 inizierà, davanti al Gip di Agrigento, l’interrogatorio di convalida per gli arresti di Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3 che ha attraccato in modo rocambolesco al Porto di Lampedusa.

I reati contestati a Rackete

I reati contestati alla figlia di Ekkehart Rackete, ex tenente-colonnello nell’esercito tedesco e da trent’anni nell’industria militare, sono la violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione, e tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, sanzionato con la pena massima di 12 anni.

Patronaggio e l’interesse prevalente

La prima volta del decreto sicurezza bis sta mettendo a dura prova i magistrati, alle prese con problemi interpretativi. La mossa di Carola Rackete di violare alt della Gdf per il procuratore di Agrigento Patronaggio è di una gravità inaudita. Il magistrato ha infatti spiegato che “le ragioni umanitarie  non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti”. Il chiaro riferimento è all’interesse prevalente ovvero la sicurezza della collettività. A rafforzare questo concetto vi sono anche le condizioni di salute dei migranti che erano a bordo alla Sea Watch 3. È stato accertato che erano tutti in un buono stato.

Carola irresponsabile

Quindi perché Carola ha agito in modo così irresponsabile? In litispendenza ora rischia una pena fino a 22 anni di carcere. Per cosa? Per nulla! Le vie diplomatiche si erano già aperte. Era solo questione di ore, forse di giorni. Ma alla fine lo stallo si sarebbe risolto. La sua manovra piratesca risulta pertanto assolutamente senza senso e incomprensibile. L’unica spiegazione logica del suo gesto è in una sfida a distanza con il ministro Salvini e lo Stato italiano. Quest’ultimi sapevano da giorni della crisi in atto davanti le acque di Lampedusa e ovviamente anche dell’entrata in vigore del decreto sicurezza bis. Da qui una sciocchezza, una superficialità che poteva costare caro.

Salvini superficiale

Non basta una legge per difendere i confini, ma servono, soprattutto mezzi idonei. Non lo era di certo la motovedetta della Gdf V800, lunga 13,69 metri e 16, 89 tonnellate di stazza. Di gran lunga le sue dimensioni sono ridotte rispetto alla Sea Watch 3. Perché questa leggerezza? Salvini pensava davvero che con qualche grammo di carta stampata avrebbe fermato l’immigrazione? Il ministro parla di uomini e mezzi alle forze dell’ordine. Ma dove  sono i fatti?

Occorre riflessione sul fenomeno immigrazione

Nel frattempo, l’Italia del web si divide tra innocentisti e colpevolisti. La Ong proprietaria della Sea Watch 3 ha già raccolto fondi per pagare le eventuali sanzioni, Max fino a 50mila euro (un caffè praticamente ndr.). In attesa del giudizio c’é da comprendere il fenomeno dell’immigrazione. Affrontato con perbenismo e pseudo durezza rispettivamente da favorevoli all’accoglienza e contrari, avrebbe bisogno di una riflessione e analisi pacate anche alla luce dei risvolti storici su come tale fenomeno ha influito dal punto di vista dell’equilibrio sociale dei paesi ospitanti.

Rackete dice di essere disposta a tutto, ma il suo salvataggio dalle galere italiane non gioverebbe a nessuno. Lo Stato italiano, in caso di proscioglimento o di estradizione farebbe una sonora figuraccia mentre le Ong perderebbero l’occasione di osannare la propria eroina. Buona permanenza in Italia comandante, la bellezza della nostra terra rapisce e per sempre.

 

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