Presidio scuola esiliate/i e Sud Conta, venerdì 5 luglio davanti Prefettura di Catania, Napoli e Pescara

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A distanza di quattro anni, il destino umano e lavorativo dei docenti del Sud – in grandissima parte donne di età media di 50 anni – deportati al Nord dalla 107 renziana, la cosiddetta “Buona Scuola“, non cambia. Per certi versi, anzi, è reso ancora più triste e pesante anche dalle decisioni dell’attuale governo, che ignora le esigenze di rientro di queste e di questi docenti, applicando una mobilità che soddisfa solo una sparuta minoranza.

Presidio Scuola: Comitati in lotta

A questa situazione va aggiunto il devastante piano di regionalizzazione dei ricchi che prevede, nell’ambito della cosiddetta “Autonomia Differenziata“, la devastazione definitiva dell’istruzione nelle regioni meridionali e l’ennesimo attacco al diritto al rientro nella propria Terra delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola pubblica statale. Opporsi alla ratifica di questa regionalizzazione golpista, quindi, è vitale in modo particolare per i Comitati in lotta che rappresentano l’estesa area interessata dalla 107 e per tutti i precari e le precarie che in prospettiva sono condannati ad un simile comune destino.

Presidio a Catania, Napoli e Pescara

Considerando ciò, nonostante il periodo caldissimo dell’estate, venerdì 5 luglio 2019, alle ore 10, contemporaneamente a Catania, a Napoli e a Pescara, i Comitati dei docenti esiliati, con il sostegno di “Il Sud Conta”, in prima linea contro il regionalismo differenziato, saranno in presidio presso le Prefetture delle proprie città.

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L’iniziativa, che prevede anche delle brevi conferenze stampa, è orientata alla richiesta di un’immediata interlocuzione con il Governo relativamente all’abbandono del progetto di regionalizzazione della scuola e all’adozione di misure urgenti per il ritorno dei docenti esiliati nelle proprie regioni di residenza.

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