Caso Rackete: l’ira del web e la rivolta dei magistrati

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Sea Watch

Sotto l’occhio del ciclone il Gip di Agrigento Alessandra Vella che nel caso Rackete non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch 3. La risposta della Anm: “commenti disancorati da contenuti tecnico-giuridici”.

Il web contro la magistratura

La non convalida dell’arresto di Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3, ha scatenato le ire del web. In tutti gli articoli, in vari profili, e nei tantissimi gruppi Facebook sono apparsi commenti di ogni tipo. La magistratura italiana è stata presa di mira. “Magistrati di sinistra“, si legge. Ed ancora, “È uno schifo. Abbiamo dimostrato al mondo che abbiamo la giustizia dei burattini“. “La magistratura ha fatto una figuraccia“, scrive un utente. C’è chi scrive che “la Giustizia ad Agrigento ha deciso che da oggi si può speronare la Guardia di Finanza“.

Matteo Salvini, subito dopo il provvedimento di ieri sera, si era espresso dicendo che il Gip di Agrigento Alessandra Vella “farebbe meglio a togliersi la toga e a candidarsi con il Pd”.

L’ANM fa quadrato a sostegno del Gip Vella

Durissima la posizione di Anm. “Ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del Gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore”.

La replica di Salvini

Io non entro in casa altrui però con quello che stiamo leggendo sulle spartizioni di poltrone e procure a cura di qualche magistrato penso che siano gli ultimi che possano dare lezioni di morale a chiunque. Sentire che Salvini è il problema di questo Paese mi sembra veramente folle”. Queste le parole del ministro dell’Interno Salvini.

Rackete lontano da Agrigento

Su Carola Rackete, definita nei giorni precedenti allo sbarco da Matteo Salvini come una “sbruffoncella“, ora pende un decreto di espulsione firmato dal Prefetto di Agrigento. Per avere efficacia, però, deve avere l’avvallo della magistratura. Sembra difficile che questo possa arrivare prima dell’interrogatorio di giorno 9 luglio. In questa data la Rackete dovrà essere sentita per le indagini su un suo presunto coinvolgimento di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Di queste accuse, lo stesso Pm di Agrigento Patronaggio ha riferito che ad oggi “non vi sono prove”. La Comandante ha lasciato Agrigento per motivi di ordine pubblico ed è tenuta, dalla Ong, a riparo anche dalle domande dei giornalisti

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