Caso Rackete: ecco la sentenza che smentisce la Vella

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Alessandra Vella, Gip di Agrigento che ha deciso sul caso Rackete, non si è avveduta di una sentenza della Corte di Cassazione che di fatto smentisce il suo operato.

Bufera sul Gip di Agrigento Alessandra Vella

La non convalida dell’arresto di Carola Rackete si è basata, come dice il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, su “una scelta politica”? Il Gip di Agrigento, Alessandra Vella, su cosa ha fondato la sua decisione? Ma è realmente basata, in ogni suo punto, su solide basi tecnico-giuridiche? Il Gip di Agrigento nel dispositivo a sua firma spiega che il decreto sicurezza bis non è applicabile ai soccorsi in mare ma agli scafisti. In un altro punto fa decadere le accuse di resistenza o violenza contro nave da guerra (art. 1100 del codice di navigazione). Per questo reato è prevista una pena detentiva da 3 a 10 anni. Secondo il magistrato siciliano la motovedetta della Guardia di Finanza non è una nave da guerra, e quindi l’articolo 1100 non è applicabile. Si legge infatti che “Le navi della Guardia di Finanza sono considerate navi da guerra solo quando operano fuori dalle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia una autorità consolare”. La terza sezione penale della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 31403 del 14 giugno del 2006, si pronunciò in modo diametralmente opposto.

La Cassazione: “nave Guardia di Finanza è da guerra”

Sul fatto che l’imbarcazione della Guardia di Finanza sia una nave da guerra, la Suprema Corte non ha dubbi. Nel dispositivo, infatti si legge testualmente: “Indubbia è infatti la qualifica di nave da guerra attribuita a tale motovedetta, non solo perché essa era nell’esercizio di funzioni di polizia marittima, e risultava comandata ed equipaggiata da personale militare, ma soprattutto perché è lo stesso legislatore che indirettamente iscrive il naviglio della Guardia di Finanza in questa categoria, quando nella L. 13 dicembre 1956, n. 1409, art. 6, (norme per la vigilanza marittima ai fini della repressione del contrabbando dei tabacchi) punisce gli atti di resistenza o di violenza contro tale naviglio con le stesse pene stabilite dall’art. 1100 c.n., per la resistenza e violenza contro una nave da guerra“.

Un errore, da parte del giudice?  Per l’ Ammiraglio Nicola De Felice non ci sono dubbi visto che: “sono navi militari essendo iscritte nel Ruolo speciale naviglio militare”.

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