Catania, domani presidio scuola esiliati e Il Sud Conta

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Domani mattina alle ore 10 si terrà, davanti la Prefettura di Catania il presidio degli docenti scuole elisiali e Sud Conta.

A darne notizia il Comitato territoriale di Catania Il Sud Conta. “A distanza di quattro anni, il destino umano e lavorativo dei docenti del Sud – in grandissima parte donne di età media di 50 anni – deportati al Nord dalla 107 renziana, la cosiddetta “Buona Scuola”, non cambia”. Così i manifestanti che continuano: “Per certi versi, anzi, è reso ancora più triste e pesante anche dalle decisioni dell’attuale governo, che ignora le esigenze di rientro di queste e di questi docenti, applicando una mobilità che soddisfa solo una sparuta minoranza“.

Il Sud Conta: “opporsi alla regionalizzazione golpista”

A questa situazione – dicono dal Il Sud Conta – va aggiunto il devastante piano di regionalizzazione dei ricchi che prevede, nell’ambito della cosiddetta “Autonomia Differenziata”, la devastazione definitiva dell’istruzione nelle regioni meridionali e l’ennesimo attacco al diritto al rientro nella propria Terra delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola pubblica statale. Opporsi alla ratifica di questa regionalizzazione golpista, quindi, è vitale in modo particolare per i Comitati in lotta che rappresentano l’estesa area interessata dalla 107 e per tutti i precari e le precarie che in prospettiva sono condannati ad un simile comune destino“.

La manifestazione di domani

Considerando ciò, nonostante il periodo caldissimo dell’estate, VENERDÌ 5 LUGLIO, alle ore 10, contemporaneamente a Catania, a Napoli e a Pescara, i Comitati dei docenti esiliati, con il sostegno di “Il Sud Conta”, in prima linea contro il regionalismo differenziato, saranno in presidio presso le Prefetture delle proprie città. L’iniziativa, che prevede anche delle brevi conferenze stampa, è orientata alla richiesta di un’immediata interlocuzione con il Governo relativamente all’ abbandono del progetto di regionalizzazione della scuola e all’adozione di misure urgenti per il ritorno dei docenti esiliati nelle proprie regioni di residenza.

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