Catania. Il caldo non ferma la protesta delle docenti esiliate dalla 107

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Nonostante il caldo afoso che rendeva la pavimentazione lavica di via Etnea bollente, si è svolto nei pressi della prefettura un determinato e partecipato presidio indetto dalla piattaforma IL SUD CONTA in sostegno dei comitati che si battono da quattro anni contro la 107, la famigerata legge 107 della Buona Scuola di Matteo Renzi .

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Usb: “Autonomia differenziata devastazione definitiva”

Con i ” comitati” anche l ‘USB. Presenti al presidio Antudo e Spazi Sociali Catania. Al megafono, Claudia Urzi‘, del Coordinamento nazionale USB Scuola, e Antonella Trovato, del comitato Non si svuota il Sud, hanno spiegato le ragioni della protesta. “La situazione delle esiliate dalla 107 – ha detto Urzi’ – è resa ancora più  pesante  dell’attuale governo, che ignora le esigenze di rientro di queste e di questi docenti, applicando una mobilità che soddisfa solo una sparuta minoranza. A tutto questo  va aggiunto la,regionalizzazione dei ricchi che prevede, nell’ambito della cosiddetta “Autonomia Differenziata”, la devastazione definitiva dell’istruzione nelle regioni meridionali e l’ennesimo attacco al diritto al rientro nella propria Terra delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola pubblica statalle“.

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Formalizzata la richiesta di audizione con il ministro Bussetti

“Rappresentiamo l’estesa area interessata dalla 107 – ha detto la Trovato  nel suo intervento – cioè tutte e e tutti i docenti condannati a rimanere lontani dalla propria terra. Ma non molliamo la lotta. Infatti, oggi, nonostante il periodo vacanziero dell’estate,, contemporaneamente a Catania, a Napoli e a Pescara, i Comitati dei docenti esiliati, con il sostegno del Sud Conta e dell’USB siamo in piazza per riaffermare il nostro diritto a vivere e a lavorare nella nostra terra e per ribadire anche il nostro al regionalismo differenziato“.
Alle ore 12, una delegazione del presidio,

da rappresentanti dei Comitati, di Sud Conta e dell’USB sono stati ricevuti in prefettura, dove sono stati consegnati dei documenti redatti dalle organizzazioni presenti ed è stata formalizzata ufficialmente la richiesta per una audizione a Roma con il ministro Bussetti.

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