Scuola Friuli: in autonomia programmi, gestione personale e quote stranieri

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Allarme Istat un ragazzo su quattro lascia la scuola

La regione autonome del Friuli Venezia Giulia si occuperà in autonomia dei programmi scolastici, della gestione del personale. Saranno introdotte delle quote limitate per i bambini stranieri.

La Regione Friuli gestisce scuola e lo Stato paga

Mentre in Consiglio dei Ministri la Lega cerca ancora di trovare il modo di convincere sulla bontà dell’autonomia differenziata, il Friuli Venezia Giulia, regione autonoma a guida leghista, avoca a sé la gestione della scuola, creando la prima forte spaccatura nel sistema scolastico nazionale. Le materie di cui si occuperà in via esclusiva la regione riguardano sia gli aspetti amministrativi sia quelli organizzativi, modificando radicalmente il volto della scuola friulana.

La regione si occuperà di definire gli organici e gestire le graduatorie del personale precario, mettendo le mani nel reclutamento, con la possibilità di bandire concorsi a cattedre regionali. La Regione avrà anche la possibilità di incidere sugli aspetti più strettamente didattici, con la facoltà di istituire insegnamenti specifici regionali. Verrà stabilito un tetto massimo di studenti stranieri. Si paventa che la Regione Friuli  pagherà il personale personale docente e Ata. Però, secondo un accordo che attende solo la firma del ministro Bussetti, a pagare gli stipendi continuerà lo Stato italiano.

I timori di Usb Pi Scuola

Secondo Usb pubblico Impiego Scuola, questo “è un esperimento pericolosissimo” e avrebbe l’obiettivo di vincolare i lavoratori al territorio. Così facendo limiterebbe ulteriormente la possibilità di movimento. L’occhio vigile della politica” sarebbe pronto ad “intervenire sulla libertà di insegnamento, quando questa andrà in direzione opposta agli indirizzi politici della regione. Il sindacato teme che si stia “disegnando una scuola a misura delle esigenze del tessuto imprenditoriale della regione, investendo su insegnamenti diversi rispetto a quelli nazionali (stabiliti da Confindustria FVG?)“.

A preoccupare Usb, inoltre è “la gestione del sostegno, che sappiamo fare gola da tempo al terzo settore, che impiega educatori sottopagati, con l’obiettivo di sostituire la figura dell’insegnante specializzato sul sostegno”.

USB Scuola ha sempre sostenuto la Scuola della Costituzione: “una scuola pubblica, in cui il privato non metta il naso dei propri interessi, libera da ricatti propagandistici, in cui si aiutino gli alunni e gli studenti a sviluppare coscienza critica e consapevolezza di sé e del mondo, aperta a tutti ed inclusiva“.

Il progetto di regionalizzazione della scuola, che il Friuli Venezia Giulia sta accelerando e per cui Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna spingono fortemente, è un progetto di smantellamento del diritto all’istruzione uguale per tutti, su tutto il territorio nazionale.
USB Scuola si oppone ad ogni progetto di autonomia regionale sulla scuola e in generale sui diritti essenziali della persona, del cittadino e dei lavoratori, che devono essere garantiti in egual maniera in ogni angolo del Paese, senza distinzioni tra centro e periferie, tra nord e sud, tra zone ricche e zone depresse“.

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