Morte Camilleri, il sindaco di Belpasso Motta: “Generoso il suo impegno civile”

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Il sindaco di Belpasso Daniele Motta, nel giorno della sua morte, traccia un profilo di Camilleri, ricordando l’uomo e le sue opere.

Stamattina, nell’Ospedale Santo Spirito di Roma, si è spento Andrea Camilleri. E’ una dolorosa perdita per tutta la Sicilia e i Siciliani, per la letteratura non solo italiana, per la cultura e la televisione. Era il “papà” del commissario Salvo Montalbano, un successo prima in edicola e poi sul piccolo schermo che è cresciuto costantemente in 25 anni, fino a fare amare il commissario in tutto il mondo e con lui la Sicilia, terra da sempre di forti contrasti, spaccata tra luce e ombra, ma nel libri di Camilleri, nelle fiction televisive, nel personalissimo modo di servire e interpretare la giustizia del suo protagonista, emerge sempre, alla fine, il bene sul male.

Camilleri non è stato solo l’autore di Montalbano, ma regista, autore teatrale, saggista, profondo conoscitore delle opere di Luigi Pirandello, del quale era quasi conterraneo. Fu autore di libri che sono diventati produzioni televisive e teatrali come La stagione della caccia e Il birraio di Presto, solo per citarne alcuni.
Andrea Camilleri resterà nella storia d’Italia, come uno dei grandi Siciliani, con la sua ironia sottolineata dal perenne filo di fumo della inseparabile sigaretta e il suo intelligente e generoso impegno civile.

Daniele Motta, sindaco di Belpasso

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