Il Giornale di Sicilia non ha più le pagine catanesi

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Orazio Vasta

Una eliminazione annunciata da tempo. Prima con la riduzione dei corrispondenti locali, poi con la riduzione delle pagine, successivamente con la chiusura della redazione di via Gorizia, con i pochissimi redattori costretti a scrivere da casa nel poco spazio riservato a Catania .

Da GDS mai avuto censure

Fine annunciata, quindi.  Anch’io, all’inizio degli anni 2000 ho fatto parte della nutrita componente della redazione esterna del GDS. Ero il corrispondente da Trecastagni, ma spesso mi capitava di scrivere su notizie di prima mano che mi arrivavano da altri centri pedemontani e dalla stessa Catania. Posso ben dire che durante la mia attività con il GDS non ho subito mai alcun tipo di censura o di pressioni di alcun genere da nessuno dei caporedattori di Catania, ma neanche dalla redazione centrale di Palermo. È stato un periodo di lavoro intenso, anche se pessimo come ritribuzione. Anni, in cui sono maturato tantissimo come giornalista. E ringrazio tantissimo il GDS per tutti i contatti umani e istituzionali, tantissimi ancora attivi, che ho conseguito. E per questo giornale NON mi sono risparmiato.

L’ edizione di Catania era come un giornale

Come giornalista del  GDS con le precarie e i precari dell’Istituto Musicale V.Belini di Catania che occuparono l’edificio. Ero con loro, dentro l’Istituto. Testimone diretto. La Digos premeva per capire le intenzioni degli occupanti. C’era tanta tensione. Dalla direzione dell’Istituto qualcuno sperava ai manganelli per lo sgombero. Sembrava che da un momento all’altro la celere avrebbe potuto penetrate nell’edificio per sgomberare le lavoratrici e i lavoratori. Uno degli occupanti faceva sapere ad un agente della Digos che con loro c’era un giornalista del Giornale di Sicilia che stava seguendo tutto. Non so esattamente il perché, ma i celerini non sono mai penetrati all’interno dell’edificio occupato. Altri casi “critici” per dei miei pezzi su alcuni mafiosi dell’hinterland etneo. Un caso eclatante a Trecastagni, con un mio articolo che denunciava l’assegnazione ad una azienda di una sagra-fiera quando ancora il bando era in corso. La kermesse non si è svolta perché, a seguito di quell’articolo, il sindaco invalidò la gara d’appalto. Seguiranno minacce e insulti per il giornalista colpevole  di aver “tolto pane della bocca alle famiglie degli espositori”. Ma, la mia storia nel GDS e con il GDS era destinata a finire. Anch’io sono stato fatto fuori con il taglio delle pagine catanesi. Quindi, pubblicavo meno articoli. Sempre meno articoli. E all’improvviso mi sono ritrovato fuori dal GDS. Adesso è toccata alle pagine catanesi essere fatte fuori. È come se sia stato fatto fuori un giornale, perché l’edizione di Catania del GDS era cresciuta così tanto da essere una sorta di giornale nel giornale. E quando muore un giornale e’ un giorno brutto, l’ennesimo, per la libertà, non solo per quella di stampa.

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