Palermo, Start up fondata con soldi riciclati: sequestrati circa 300 mila euro

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La cronaca locale ci riporta la notizia di una start up fondata con soldi riciclati da un imprenditore di Partinico, in provincia di Palermo. La Polizia ha sequestrato circa 300 mila euro e la Face4Job è sotto amministrazione giudiziaria per un anno.

Start up fondata con soldi riciclati

Benedetto Bacchi è l’imprenditore palermitano che ha fondato nel 2013 una start up innovativa, Face4Job S.r.l., con i soldi riciclati ottenuti dalle attività illecite realizzate nel settore del gioco e delle scommesse.

Questa società, con sede legale a Terni, svolgeva un supporto digitale alle imprese per quanto concerne la ricerca e selezione del personale. Sono state proprio le indagini della Divisione Anticrimine della Questura a mettere in luce l’illegalità alla base della fondazione della start up.

L’intervista che incastra Bacchi

In particolare, un’intervista rilasciata da Bacchi diceva che, nella società aveva fatto ingresso “un imprenditore che ha fatto fortuna nel business del gaming e dei giochi online“. Da qui gli agenti hanno subito individuato che si trattava proprio del soggetto incriminato.

Lo stesso imprenditore, tra le altre cose, non è un volto nuovo alla giustizia. Infatti, proprio lui era stato arrestato nel 2018 nell’ambito dell’operazione ‘Game Over’ con la quale sono finite in manette 22 persone e altre sono indagate. In questa attività di indagine condotta dalla Polizia è emerso il forte collegamento tra i giochi e le scommesse online e l’attività di Cosa Nostra. Proprio Bacchi era accusato di aver svolto un ruolo centrale in questo traffico illecito.

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Face4Job start up
Fonte Foto: gds.it

Amministrazione giudiziaria e sequestro

In questa sede, invece, la Polizia di Stato ha eseguito il provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo, su proposta del Questore di Palermo Renato Cortese, con il quale si prevede in via preventiva l’amministrazione giudiziaria nei confronti della start up per un anno.

In più è stato disposto il sequestro di circa 300 mila euro: somma versata alla Face4job dall’imprenditore come “sovrapprezzo sottoscrizione della quota parte del capitale sociale“. Il denaro, ovviamente, derivava da riciclaggio e concorso esterno in associazione mafiosa. Ancora, a carico dell’imprenditore Bacchi c’è anche un decreto di sequestro di beni per un valore di circa 6 milioni di euro.

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