Il ministro Matteo Salvini in Sicilia: salta il confronto con la CGIL

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Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si sottrae all’incontro con la CGIL Sr e chiude ogni possibilità della politica di esistere ed esprimersi nel dialogo e nel confronto. La sigla sindacale in una nota alla stampa commenta: “Una scelta di infantilismo politico e un’occasione di confronto mancata che nasconde imbarazzo, mancanza di argomentazioni, autoreferenzialità ed autoritarismo antidemocratico“.

Il ministro Matteo Salvini in Sicilia

La visita di Matteo Salvini in Sicilia ha creato non poche polemiche per via delle dichiarazioni rilasciate durante l’incontro con il sindaco di Catania Salvo Pogliese e per via di alcuni impegni saltati, nonostante fossero in programma. A lamentare la cosa è stata anche la CGIL Sr che in una nota alla stampa dichiara firmata dal segretario generale Roberto Alosi: “Non solo Salvini piega il suo Ministero alla volontà del Governo russo di soffocare ogni legittima manifestazione di protesta e di dissenso dei nostri lavoratori dell’area industriale attraverso il braccio operativo della prefettura di Siracusa, ma sfugge a qualunque occasione di confronto e di chiarimento democratico con le forze sociali e con un territorio sgomento e profondamente allarmato dalle circostanze emerse. Un pessimo segnale da parte di un Ministro della Repubblica del nostro Paese, espressione del popolo italiano e che al popolo non risponde dopo aver giurato fedeltà alla nostra Carta Costituzionale“.

Le domande della CGIL

Nella nota in questione la sigla sindacale continua ufficializzando anche quali sarebbero state le domande che avrebbero voluto porre al Ministro Salvini:

  1. Come mai un Ministro della Repubblica italiana abbia sentito il bisogno di rispondere prontamente al governo russo piuttosto che preoccuparsi di capire ed ascoltare le ragioni di un territorio esasperato dalle tensioni sociali causate proprio dalla spregiudicatezza del colosso industriale russo (Lukoil) che generosamente ospitiamo nel nostro distretto industriale?
  2. Come mai un Ministro della Repubblica italiana accoglie l’invito di un paese straniero a “normalizzare” le tensioni sociali ed occupazionali che esplodono dinanzi alle portinerie industriali e non interviene invece sul colosso petrolifero russo per chiedere conto e ragione dell’impegno assunto al momento dell’acquisto della raffineria Isab di Siracusa di un investimento di un miliardo e mezzo per ammodernamento tecnologico, risanamento ambientale e prospettive strategiche di sviluppo di cui si sono perse letteralmente le tracce?
  3. Come mai un Ministro della Repubblica italiana non abbia sentito il bisogno di capire le vere ragioni di un territorio industriale martoriato, offeso, sfregiato che rischia di sprofondare in una irreversibile crisi ambientale, sociale ed occupazionale e, al contrario, abbia deciso di inasprire pericolosamente il livello di tensione sociale utilizzando strumenti repressivi che non appartengono alla nostra storia e al nostro territorio?
    La città, la CGIL e i lavoratori di Siracusa prendono atto della insensibilità del Senatore Salvini rispetto alle loro preoccupazioni per la sicurezza del domani e si impegneranno ancora più fortemente contro qualunque tentativo di repressione delle loro idee e delle loro sacrosante domande di giustizia nella lotta unitaria perché nella nostra terra siano rispettate le tradizioni di dignità e libertà dei lavoratori e di civiltà democratica garantiti dalla Costituzione.

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