Mafioso si iscrive a Facebook: dopo 17 anni di carcere torna in libertà

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Dopo ben 17 anni un mafioso torna in libertà e si iscrive a Facebook. Da subito si nota l’amore per i suoi figli che non l’ha mai abbandonato nemmeno per un secondo e dedica proprio a loro tantissimi post colmi d’amore.

Mafioso si iscrive a Facebook

Pino Rizzo, di 51 anni, ha dovuto scontare 17 anni di pena in carcere con l’accusa di associazione mafiosa e estorsione ed era tra Cerda Sciara e Trabia, in provincia di Palermo, che esplicava la sua forza criminale.

Successivamente, tornato in libertà, ha deciso di iscriversi a Facebook e il primo pensiero è andato subito ai figli e all’amore che prova nei loro confronti. Su Facebook, per esempio, per la festa del papà scrive: “Tantissimi auguri a tutti i Giuseppe, a uno in particolare, e tutti i papà, me compreso che papà lo sono per tre volte. Vi amo più della mia stessa vita“.

Allo stato attuale, Pino Rizzo vive a Campofelice di Roccella, sempre in provincia di Palermo, con una donna, ma non ha mai dimenticato i suoi tre figli, due femmine e un maschio. Proprio loro hanno cambiato nome e, adesso, vivono con la madre.

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mafioso a fb
Fonte Foto: blogsicilia.it

“Non è possibile, papà è nato per questo”

I figli di Pino Rizzo incoraggiarono diverse volte il padre a seguire l’esempio della madre Carmela Iuculano che, dopo l’arresto, collaborò con la giustizia nel 2004. Proprio lei, infatti, dopo aver scelto questa strada, ha dichiarato: “L’ho fatto soprattutto per i miei figli: con il mio arresto credevo che mio marito si sarebbe deciso a collaborare sapendo che io non c’entravo proprio, ed invece no. Allora ho avuto paura di perderli e ho fatto questa scelta per il loro bene“.

Per la donna, accusata di concorso in associazione mafiosa, il Giudice scelse gli arresti domiciliari perché aveva a carico tre bambini, di cui il più piccolo di 3 anni. Quando collaborò con la giustizia, il marito, il suocero e il fratello furono arrestati. A differenza della moglie, però, Pino Rizzo non seguì le sue orme e, infatti, disse ai figli: “Non è possibile collaborare, papà è nato per fare questo, vi dovete rassegnare“.

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