USB: “La ribellione del popolo cileno è giusta e necessaria ANCHE il nostro sostegno”.

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Il sindacato Usb conferma il sostegno alla ribellione del popolo cileno, “esplosa per la decisione del governo di aumentare le tariffe dei servizi pubblici” e per “anni di ingiustizia sociale”.

“MAI PIÙ SENZA FUCILE”, sulla prima pagina, a nove colonne, il titolo del giornale (di) “POTERE OPERAIO”, all’indomani del golpe militare fascista del generale Pinochet in Cile. Un golpe di una violenza inaudita apertamente voluto e sostenuto dall’amministrazione USA. La frase del giornale comunista evidenziava, come un monito, che per
le vittorie e le conquiste delle lavoratrici e dei lavoratori e per la stessa difesa
delle loro conquiste sociali e politiche, ci vuole anche una forza popolare.

 

“Mai più senza fucile” , all’indomani della morte in combattimento del presidente socialista Salvador Allende e della repressione sanguinaria messa in atto dall’11 settembre 1973. A distanza di tanti anni, da alcuni giorni, in Cile i militari sono intervenuti per reprimere le manifestazioni popolari di protesta delle masse popolari contro le politiche neoliberiste del governo cileno fascioconservatore. Le foto qui pubblicate sono state realizzate in queste ore a Santiago del Cile, e dicono tutto. Alle foto aggiungo il comunicato dell’USB- Dipartimento internazionale, che esordisce con il pensiero espresso dallo storico cileno Sergio Grez Toso, dichiara : “Dopo decenni di soprusi, violazione sistematica dei diritti essenziali, repressione brutale, latrocini di imprenditori e politici di professione, sfruttamento senza pietà, distruzione della natura e consegna del paese alle transnazionali, il popolo comincia a capire che solo una lotta energica e decisa può apportare un sollievo alla sua disgraziata situazione. La ribellione del popolo cileno è giusta e necessaria”.

“La ribellione popolare di massa – continua il comunicato dell’USB – è esplosa per la decisione del governo di aumentare le tariffe dei servizi pubblici ma è la risultante di una rabbia accumulata in anni di feroci ingiustizie sociali.
Il presidente di estrema destra Sebastián Piñera, alleato di Washington nel continente latino americano e in continuità con Pinochet, ha decretato lo stato d’eccezione nella forma di stato d’emergenza costituzionale, sospeso le garanzie democratiche, già limitate, e mandato l’esercito contro il popolo in rivolta”.

“La ribellione del popolo cileno – conclude il comunicato – è giusta e necessaria,
ANCHE il nostro sostegno”.

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