Il Decreto per l’assunzione del personale ex LSU-ATA e Storici è già al vaglio della Corte dei Conti

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Lavoratori x LSU ATA e Storici. “Basta con gli appalti, basta con le ditte e consorzi che per più di vent’anni hanno accumulato profitti alle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici addette ai servizi di pulizia, decoro e piccola manutenzione negli istituti scolastici. Dal prossimo anno si cambia!”, così inizia il comunicato nazionale congiunto di USB Pubblico Impiego e USB Lavoro Privato sul Decreto interministeriale per l’assunzione dei lavoratori ex LSU ATA e Storici conquistato dall’USB.

Una lotta anche contro imprese, CGIL CISL UIL e sottoboschi sindacali

“Per mesi – continua il comunicato – da quando il 31 dicembre 2018 nella Legge di Stabilità era stata decisa l’internalizzazione di questo servizio e l’assunzione degli addetti a partire dal 1° Gennaio 2020 nelle scuole, abbiamo assistito ai pesanti tentativi delle imprese e di CGIL CISL UIL, di ostacolare questa decisione, spesso trovando ascolto anche presso il MIUR, arrivando a bloccare nel luglio scorso la pubblicazione del Decreto e continuando a muoversi quanto meno per ritardarne l’attuazione”.

Con la firma del Decreto – avvenuta il 20 novembre al MIUR, mentre circa 800 lavoratrici e lavoratori per tutta la giornata, anche sotto la pioggia, hanno mantenuto il presidio davanti alla sede ministeriale – un passo fondamentale per la stabilizzazione.

” Nel corso dell’incontro – spiega l’USB – che si stava tenendo al MIUR tra il Sottosegretario all’Istruzione, On. De Cristofaro, il dott. Greco, Direttore delle risorse umane e finanziarie, e una nostra folta delegazione in rappresentanza delle varie regioni presenti in piazza, è arrivata la copia bollinata dal MEF e firmata dagli altri tre ministri competenti, che dopo un necessario passaggio alla Corte dei Conti, avvia le procedure finali per la selezione e la conseguente immissione in ruolo. Il MIUR ci aveva già comunicato nel corso dell’incontro che la piattaforma informatica per la compilazione delle domande era già stata testata e che nel bando erano state accolte queste nostre richieste: possibilità di optare per provincie diverse da quella indicata nella domanda, per ovviare ad eventuali esuberi tra gli aventi diritto; utilizzo delle risorse derivanti da pensionamenti nel corso dei prossimi mesi per la trasformazione degli eventuali contratti part time in full time”.

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Adesso il Decreto è sotto la visione della Corte dei Conti.

“Non appena il Decreto sarà licenziato dalla Corte dei Conti – continua il comunicato – sarà immediatamente pubblicato, dando il via alla presentazione delle domande.
Grande soddisfazione di USB che con tenacia per oltre 20 anni ha portato avanti questa difficile battaglia insieme a tutti i lavoratori e lavoratrici che ci hanno dato fiducia e che finalmente vedranno riconosciuti il loro sacrosanto diritto a condizioni di lavoro dignitose. Questa lunga vertenza insegna a tutti e tutte che si può vincere e che la lotta paga, se condotta con tenacia e partecipazione”.

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Lo scandalo Manital & company

Nello stesso incontro l’USB ha, l’ennesima volta, chiesto “una rapida soluzione per lo scandalo che si protrae da 6 mesi, relativo ai mancati pagamenti dei salari da parte di Manital e ditte consorziate. A questo scopo è stata convocata una riunione il 27 novembre prossimo con il MIUR e la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania per mettere fine ad una vicenda che sta gettando nella disperazione centinaia e centinaia di lavoratori”.

3 Commenti

  1. Io farei una lotta per vedere riconosciuto un posto di lavoro a coloro i quali sono presenti in graduatoria di terza fascia da più di dieci anni e non hanno ancora svolto un’ora di lavoro dentro una scuola.A coloro i quali si vedono scavalcati da esterni che non erano presenti in graduatoria,ma che grazie ad amici hanno avuto la possibilità di lavorare nelle scuole bypassando la scalinata d’ingresso principale.Rivolgo a voi di orizzonte scuola che sapete di giurisprudenza,a chi noi emarginati ed esclusi dobbiamo rivolgerci.Dobbiamo incatenarci alle porte delle scuole per aver riconosciuto qualche diritto,oppure attendiamo di finire nella bara prima che ci venga riconosciuto anche a noi il diritto di lavorare.

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