Sfruttamento, lotta di classe e dintorni…

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Sara Crescimone Messina.

Una breve nota prima di pubblicare integralmente l’intervento che segue a firma di Sara Crescimone Messina. Un intervento senza esclusioni di colpi sul “fenomeno delle Sardine”. Senza esclusioni di colpi, perché Sara, nota a Catania e non solo, per le sue battaglie per i diritti civili e sociali di tutte, di tutti , per il suo impegno femminista e animalista, analizza basandosi su fatti e non sulla psicosi di chi realizza sogni di gloria solo al vedere le piazze piene di Sardine oggi, di tanto altro ieri e l’altro ieri. È la LOTTA la discriminante di Sara. La lotta delle oppresse e degli oppressi che non hanno mai conosciuto o avuto la possibilità o il privilegio di non conoscere la rabbia, e, quindi, di provare il sentimento dell’ odio, quello di classe, al di là dei partiti sinistrati, dei movimenti psudorivoluzionari e del trio sindacale tanto ingiallito da fare comunella e confondersi con la stessa “contraparte” Confindustria.
Nel suo intervento, Sara fa riferimento al servizio d’ordine che ieri proteggeva il palco della manifestazione delle Sardine. Ebbene quel servizio d’ordine non era a cura della DIGOS, ovviamente, ma era curato da iscritti alla CGIL e al PD.

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Sara Crescimone Messina

“SULLE SARDINE (di Sara Crescimone Messina )

In questo momento in cui siete tutte/i pazzi per le sardine credo si stia facendo molta confusione. Sul linguaggio, sui contenuti del linguaggio, sui metodi e sule pratiche.Vorrei pacatamente ricordarvi che Bella Ciao nasce dopo una lotta di Liberazione partigiana che non fu delicata, sussurrata ma crudele per le stragi,i morti, la Resistenza. Quando il movimento delle sardine auspica una politica dai toni civili non si può non condividere questo desiderio, certo, ma la politica, purtroppo, e mi duole ammetterlo data la mia avversione per la violenza fisica, e’ conflitto di corpi e di linguaggi. Quando inventai, io lo inventai e lo dico per la prima volta, lo slogan “FROCI SEMPRE FASCISTI MAI!!!”, come risposta all’aggressione verbale di Alessandra Mussolini a Wladimir Luxuria in una trasmissione televisiva, in quelle parole c’erano rabbia, dolore e un vaffanculo grande quanto due case. Uno slogan che è stato urlato migliaia di volte nelle piazze non solo di Catania, ma in tutta Italia, parole scritte nei manifesti, sugli striscioni dei Pride e non solo, per tanto tempo. Parole che sono entrate nella Storia, semplicemente.
E allora mi chiedo, sarà mai possibile che le rivendicazioni, la cultura politica possano essere agite con garbo e moderazione? Sarà mai possibile per una disoccupata, un operaio, un migrante, una donna stuprata, un gay massacrato, sarà mai possibile a lesbiche, trans, minoranze tutte, chiedere alla politica con garbo, che vengano riconosciuti i propri diritti, che venga rispettata la Costituzione, la democrazia e con garbo ricevere un si da chi ci governa ? Non credo. Le lotte, tutte, anche quelle femministe, hanno avuto momenti in cui non c’era moderazione, non c’era garbo e manganelli, lacrimogeni, carri armati persino ( Genova ad esempio ) il potere ha usato contro la gente che reclamava giustizia, che cantava con slogan colorati, ironici richieste sacrosante, intoccabili diritti. Sarebbe bello se una disoccupata chiedesse ” posso avere un lavoro che non mi sfrutti ? ” e il sistema le rispondesse ” certo, venga, è un diritto costituzionale “. Sarebbe bello. Ma non funziona così, purtroppo per le sardine e per noi tutte/i ma questo pare sia stato dimenticato dalla moltitudine che si riversa speranzosa ed entusiasta nelle piazze. Non so cosa sara’ questo movimento, so cosa è stata l’opposizione in questi anni e chi l’ha fatta. Sarebbe bello potere sconfiggere le brutture della politica con garbo e civiltà, ma non credo sarà possibile, quando sulla tua pelle subisci un’ingiustizia perchè dovresti frenare la rabbia che senti dentro, se una parola forte, una mala parola può alleviare il tuo dolore, perche’ dovresti privarti di sfogare amarezza, delusione anche rancore, certo? Si possono dire cose terribile con pacato e forbito linguaggio, come vorrebbero le sardine, puoi ferire una persona a bassa voce, senza urlare. Un’ultima cosa. A Roma in piazza c’era il sevizio d’ordine, chiesto, offerto non so, però c’era. Quindi avete accettato una modalità che in teoria esula dalle vostre enunciazioni, perchè è simbolo di difesa anche fisica, infatti le sardine nere sono state tenute a bada con gli spintoni, giusto? Allora forse non è proprio come ce la raccontate, le parole a volte non bastano e nemmeno la pacatezza, senza per questo arrivare allo scontro fisico. Un’ ultima cosa : perchè questo ostinato rifiuto di Potere al Popolo nelle vostre piazze ? Buon lavoro”.

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