Ricordiamo Pippo Fava, giornalista ucciso dal potere mafioso

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5 maggio 1984, Catania

Il nostro ricordo di Pippo Fava, un maestro di giornalismo. Senza paura ha raccontato a Catania la mafia con schiena dritta e senza paura.

“Io – scriveva Pippo Fava nel libro-inchiesta ” I Siciliani”,  pubblicato nel 1980 – sono diventato profondamente catanese, i miei figli sono nati e cresciuti a Catania, qui ho i miei pochissimi amici ed i molti nemici, in questa città ho patito tutti i miei dolori di uomo, le ansie, i dubbi, ed anche goduto la mia parte di felicità umana. Io amo questa città con un rapporto sentimentale preciso: quello che può avere un uomo che si è innamorato perdutamente di una puttana, e non può farci niente, è volgare, sporca, traditrice, si concede per denaro a chicchessia, è oscena, menzognera, volgare, prepotente, e però è anche ridente, allegra, violenta, conosce tutti i trucchi e i vizi dell’amore e glieli fa assaporare, poi scappa subito via con un altro; egli dovrebbe prenderla mille volte a calci in faccia, sputarle addosso “al diavolo, zoccola!”, ma il solo pensiero di abbandonarla gli riempie l’animo di oscurità”.
E a Catania il giornalista Pippo Fava ha messo le radici. A Catania ha combattuto, da giornalista a schiena dritta, contro lo strapotere politico-economico-mafioso. A Catania, i morti della guerra fra i clan mafiosi, mentre Palermo affogava nel sangue versato dalle tante vittime di Cosa Nostra.

Da Peppino Impastato a Pippo Fava

Il 9 maggio del 1978, a Cinisi, la mafia uccideva a Peppino Impastato. Tra il 1979 e il1982, la mafia insanguina Palermo: cadono il giornalista Mario Francese, il segretario provinciale della Dc Michele Reina, il capo della Squadra Mobile Boris Giuliano, il consigliere istruttore Cesare Terranova, il presidente della Regione Piersanti Mattarella, i capitani dei Carabinieri Emanuele Basile e Mario D’Aleo, il procuratore capo Gaetano Costa, il segretario regionale del Pci Pio La Torre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa…
Una carneficina da fare impallidire persino la Colombia dei narcos.
Pippo Fava lo ammazzano la sera del 5 gennaio 1984, a Catania…

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Pippo Fava e Peppino impastato

 Pippo Fava ucciso perché non era un giornalista vigliacco

Pippo Fava, 1981: “Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere”.

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