Acicastello. L’USB denuncia la difformità della gestione dei turni di lavoro nella Polizia Municipale

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Il dott. Sergio Giambertone, dell’USB Pubblico Impiego di Catania, ha indirizzato al comune di Acicastello un importante e dettagliato documento sindacale avente come oggetto i Servizi di Polizia municipale e articolazione dell’orario di lavoro in turni giornalieri. Rilievi
inerenti al mancato rispetto di norme regolamentari e contrattuali con conseguente aggravamento del rischio da stress lavoro correlato per appartenenti al Corpo.

– Al Sindaco del Comune di Acicastello Carmelo Scandurra,

– Al Segretario Comunale Dott. Mario Trombetta
– Al Comandante della Polizia Municipale Dott. Francesco D’Arrigo

– Oggetto: Servizi di Polizia municipale e articolazione dell’orario di lavoro in turni giornalieri. Rilievi inerenti al mancato rispetto di norme regolamentari e contrattuali con conseguente aggravamento del rischio da stress lavoro correlato per appartenenti al Corpo.
Questa O.S. , a seguito della segnalazione di una propria iscritta , ritiene di dover intervenire in merito alla questione relativa all’articolazione di lavoro in turni nell’ambito della Polizia municipale di codesto Ente. La dipendente riferisce che sin dal 1996 l’orario di lavoro del Servizio di Polizia municipale viene articolato secondo turni giornalieri con la pubblicazione entro le ore 14,00 di ordini di servizio individuali ai quali ciascun appartenente al Servizio deve attenersi. Al riguardo si evidenzia che il CCNL del 14.9.2000 all’art. 22 ha regolamentato le modalità di turnazione dei dipendenti degli enti locali stabilendo nei primi due commi: “1. Gli enti, in relazione alle proprie esigenze organizzative o di servizio funzionali, possono istituire turni giornalieri di lavoro. Il turno consiste in un’effettiva rotazione del personale in prestabilite articolazioni giornaliere. 2. Le prestazioni lavorative svolte in turnazione, ai fini della corresponsione della relativa indennità, devono essere distribuite nell’arco del mese in modo tale da far risultare una distribuzione equilibrata e avvicendata dei turni effettuati in orario antimeridiano, pomeridiano e, se previsto, notturno, in relazione alla articolazione adottata nell’ente.”
Tali disposizioni sono state recentemente ribadite dal CCNL del 21.5.2018 nell’art. 23. Il turno, dunque, in applicazione del sopra riportato comma 1, consiste in un’effettiva
rotazione del personale in prestabilite articolazioni giornaliere dell’orario di lavoro, che presuppongono l’esistenza di una programmazione dei turni di lavoro.
Ora, appare evidente come la prassi instaurata di prevedere dei turni di lavoro quotidiani, ai quali gli interessati devono attenersi, sia in aperto contrasto non solo con la normativa vigente, ma anche con lo stesso Regolamento di Polizia Municipale approvato con deliberazione consiliare n. 37 del 1996.
L’art. 26 di tale Regolamento prevede, infatti, al comma 4 che “I servizi dovranno di massima essere predisposti sulla base di turni almeno settimanali predeterminati”.
Il periodo minimo settimanale relativo alla predisposizione e programmazione dei turni di lavoro deve comunque ritenersi superato dai precitati Contratti Nazionali che, rispetto al regolamento interno dell’Ente, costituiscono norme di rango superiore.
Non programmare mensilmente le prestazioni lavorative svolte in turnazione rende peraltro non controllabile che le stesse vengano distribuite in maniera equilibrata e avvicendata con il rischio di possibili favoritismi che potrebbero costituire veri e propri abusi; per non dire degli eventuali danni erariali inerenti all’attribuzione di indennità di turno in presenza di un’articolazione dell’orario che non garantisca un’equilibrata alternanza fra turni in orario antimeridiano e pomeridiano (cfr. Corte Conti sez. giurisdizionale Marche n. 25/2016). Ma ciò che maggiormente spinge questa O.S. a denunciare la difformità della gestione dei turni di lavoro è l’aggravamento del disagio per quei lavoratori che non prestano la loro attività in orari fissi e costanti con conseguenti ripercussioni sulla loro vita sociale e familiare.
Se già essere soggetti a continue variazioni orarie della prestazione lavorativa costituisce di per sé un disagio, peraltro riconosciuto e in parte compensato da specifica indennità, la mancata predisposizione e programmazione mensile, peraltro obbligatoria, dei turni di lavoro costringe gli interessati a non poter minimamente pianificare la propria vita familiare. Tale aggravamento si ripercuote anche su un fattore di rischio individuato dal D.Lgs. n. 81/2008 e definito come stress lavoro-correlato.

Come è noto, il precitato Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro obbliga il datore di lavoro, che nei comuni è il Sindaco fino a quando lo stesso non individua dirigenti o funzionari con poteri di gestione, a valutare tutti i rischi ed elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). L’art. 28 (Oggetto della valutazione dei rischi) recita: “1. La valutazione… deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004………” e “1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m quater)….”. Lo stress lavoro-correlato viene descritto all’articolo 3 dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008, quale “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro” (art. 3, comma 1). Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro. La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e viene effettuata (come per tutti gli altri fattori di rischio) dal datore di lavoro avvalendosi del
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del Medico Competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST) (vedi Circolare 18 novembre 2010 – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro allegata).

Accertata l’obbligatorietà della valutazione di tale rischio che ha lo scopo di ridurne gli effetti, si ritiene che codesto Ente non lo abbia preso in debita considerazione dal momento che uno dei fattori di rischio potenziale nell’ambito della Polizia locale è costituito proprio dal lavoro su turni; rischio la cui prevenzione e/o gestione, in molti DVR è costituita dalle seguenti indicazioni: – Programmare mensilmente il calendario dei turni, se possibile con la consultazione dei lavoratori ;
– Predisporre una turnazione in ritardo di fase (mattina -pomeriggio – notte);
– Rispettare i riposi compensativi; – Limitare il ricorso al lavoro straordinario, compatibilmente con le necessità organizzative e con le
eventuali emergenze. Questa O.S., alla luce dei superiori rilievi e a tutela dei diritti, della salute e della sicurezza dei dipendenti appartenenti al Corpo della Polizia locale chiede al signor Sindaco – che ai sensi dell’art. 2 del Regolamento di Polizia municipale sovrintende al Corpo, esercita l’alta vigilanza e impartisce le opportune direttive generali al Comandante, ai sensi dell’art. 2 della L. 7 marzo 1986 n. 65 – di volersi attivare affinché l’operato dell’Ente si uniformi ai dettati delle normative contrattuali e legislative sopra richiamate, mentre al Segretario comunale – in conformità dell’art. 97, comma 2, del D.Lgs. n.
267/2000 – chiede di attivarsi per ripristinare la conformità dell’azione amministrativa dell’Ente alle leggi e norme contrattuali. Confidando nella piena condivisione delle segnalazioni sopra esposte, si fa comunque presente che in caso contrario si fa riserva di adire agli organi competenti in materia.

Il Consigliere nazionale di USB P.I., dott. Sergio Giambertone

USB Pubblico Impiego Catania,
via Caltanissetta 3″.

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