Sant’Agata, un altro caso di #femminicidio

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Oggi 5 febbraio la città di Catania è in festa e le cittadine e i cittadini scendono in strada per omaggiare la loro patrona, Sant’Agata.

di Claudia Urzì 

In realtà i festeggiamenti sono iniziati già il 3 febbraio con la carrozza del Senato e “i fuochi da Sira o tri” e il 4, ieri, con il cosiddetto giro esterno della “vara”, il fercolo con il busto reliquiario preceduto dalle candelore, grosse costruzioni in legno riccamente scolpite e dorate, raffiguranti scene del martirio di Sant’Agata e legate alle corporazioni degli antichi mestieri: panettieri pizzicagnoli, pescivendoli, ortofrutticoli, etc… il tutto con soste previste per raccogliere e depositare la cera offerta durante il percorso e con fuochi d’artificio spettacolari.

Sant’Agata, giovane catanese, “a picciridda” martire cristiana, fu torturata e uccisa, le furono strappate a fuoco le mammelle, ma lei, coraggiosamente continuò a respingere le “molestie” di Quinziano, proconsole al tempo dell’imperatore Decio (249-251) e si rifiutò di abbandonare il suo credo.

Violenze torture soprusi, molestie, un femminicidio che si perde nella notte dei tempi.

Si, un femminicidio. E sono qui che vi invito a riflettere. Si, voi, voi maschi, uomini adulti, giovani uomini, bambini, voi che indossate il “sacco bianco” votivo, che vi dite devoti di Sant’Agata, che vi battete il petto, che agitate il fazzoletto bianco. Voi che ho visto fare il segno della croce prima di toccare il “cordone”che serve a trainare la “vara”, che la accompagnate nei due giorni con fatica e sacrificio, e invito a riflettere anche voi che semplicemente scendete in strada per omaggiarla, per omaggiare la “Santuzza”,  “a picciridda”, “Sant’Aituzza”,  si è tutti voi che invito a riflettere.

Riflettete, ogni volta che vedrete una donna giovane o adulta che sia, che parlerete con lei, vi confronterete con lei, vi relazionerete con lei lavorerete con lei, amerete o penserete di amare lei, riflettete fermatevi a riflettere, altrimenti il vostro posto non è certamente accanto a Sant’Agata.

Toglietevi il sacco. Non omaggiatela.
Il vostro posto è sicuramente un altro.

*Insegnante presso l’IOC Angelo Musco, Catania.

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