Strage di Bologna, fascista e di stato: lo dice la Procura Generale

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La Procura generale di Bologna ha chiuso le indagini sui mandanti della strage alla stazione del 2 agosto 1980.

Una strage fascista e di stato

Il fascista Paolo Bellini (Avanguardia nazionale) è accusato di essere stato tra gli esecutori assieme a Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini (Nar). Secondo i magistrati Bellini ha agito in concorso con i vertici della P2, Licio Gelli e Umberto Ortolani, definiti “mandanti-finanziatori”. Oltre a Bellini, l’avviso di fine indagine è stato recapitato a Quintino Spella (ex ufficiale del Sisde), Piergiorgio Segatel (ex carabiniere) e Domenico Catracchia, responsabile di alcune società, legate ai Servizi segreti italiani, che affittavano a Roma degli appartamenti utilizzati come covi da alcuni terrorristi dei Nar. Bellini, indagato per concorso in strage, secondo i magistrati operò non solo con Gelli e Ortolani, ma anche con Federico Umberto D’Amato, già direttore dell’Ufficio Affari riservati del Ministero dell’Interno, definito dai giudici “mandante-organizzatore della strage”, e Mario Tedeschi, indicato come organizzatore “per aver coadiuvato D’Amato nella gestione mediatica dell’evento strage, preparatoria e successiva all’evento stesso, nonchè nell’attività di depistaggio delle indagini”.

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Il commento dei familiari delle vittime della strage

“Finalmente- commenta l’Associazione dei Familiari delle Vittime – dopo 40 anni dei magistrati valenti hanno raggiunto un obiettivo, i mandanti della strage. E se oggi, a distanza di 40 anni ci sono persone indagate per depistaggio, vuol dire che certi legami e certe cose sono indicibili anche adesso(…) Vedremo come va a finire, di certo è stato molto positivo vedere questi magistrati della Procura generale voler fare delle indagini da cui sono scaturite delle cose, non hanno fatto indagini per scherzo”.

Le indagini non sono finite

“Le indagini su Paolo Bellini – commentano i legali delle famiglie delle vittime della strage fascista – non potevano essere ulteriormente prorogate, e quindi la Procura generale di Bologna ha dovuto chiudere ora la prima tranche dell’inchiesta sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Ma c’e’ un secondo troncone di indagine non ancora completato, per cui potremmo avere altre sorprese. Intanto, bisognerà studiare approfonditamente l’imponente mole di atti di indagine, che sono stati messi a disposizione delle parti”.

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Feriti trasportati in ospedale anche con i bus urbani

L’analisi storica e politica di Giorgio Cremaschi

“STRAGE FASCISTA E DI STATO
La Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, 85 morti 200 feriti, la più grave strage terrorista della storia italiana.
Per gli inquirenti bolognesi i colpevoli che si aggiungono a quelli già condannati sono:
Paolo Bellini fascista di Avanguardia nazionale, esecutore.
Licio Gelli fascista della Repubblica di Salò, capo della Loggia P2, mandante.
Umberto Ortolani banchiere e bancarottiere, finanziatore e mandante.
Federico D’Amato, prefetto e capo dei servizi segreti legato alla CIA, mandante e depistatore.
Mario Tedeschi, fascista della Repubblica di Salò senatore del MSI del fucilatore Almirante a cui si vogliono dedicare strade, mandante.

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Questi nomi confermano ciò che abbiamo sempre denunciato, la strage, come tutte le altre che hanno insanguinato il paese per un decennio, fu di mano fascista e con mandanti nel sistema di potere e nello stato, con complicità e coperture nella NATO e negli USA.
A questo bisogna aggiungere che il presidente Cossiga fu a sua volta responsabile di un vergognoso depistaggio sulla strage di Bologna, indicando nei palestinesi e in chi era vicino a loro i responsabili di essa. E poi mai bisogna dimenticare che alla Loggia P2 appartennero politici, generali, giudici, affaristi vari, giornalisti, uno dei quali, Berlusconi, è stato a lungo capo di governo nella seconda repubblica. Che guarda caso ha finito per assomigliare sempre più a quella delineata da Licio Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica.
In questo paese dove trionfano ufficialmente i falsi ricordi e la vuota memoria, sarebbe necessaria che la storia del golpismo fascista e di stato che insanguinò il paese diventasse STORIA. Questo paese non sarà mai immune dal fascismo vecchio e nuovo fino a che non avrà il coraggio di ricordare e condannare almeno nella memoria gli autori, i mandanti, i complici, delle stragi che hanno colpito non solo le persone, ma la democrazia. E poi c’è bisogno di pulizia sulle viltà, sugli opportunismi, sui giochi di potere che hanno permesso agli assassini di farla franca e di morire sereni nel proprio letto.
La strage è fascista e di stato e tanti, troppi non hanno voluto dirlo quando sarebbe più servito. Dopo quarant’anni diciamolo ora”.

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Licio Gelli è sempre stato Licio Gelli

Intanto, Gelli è morto…

Gelli, Ortolani, D’Amato e Tedeschi sono deceduti e di conseguenza non sono più processabili. Riusciranno le vittime della strage del 2 agosto e i loro familiari ad avere, finalmente, giustizia?

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