Sono 4 icelerini accusati di “lesioni aggravate” nei confronti del giornalista Stefano Origone

0
97
Foto copertina archivio, Catania 11 settembre 2016

———-
La Procura della repubblica Genova ha chiuso le indagini sul pestaggio, avvenuto in piazza Corvetto il 23 maggio 2019, del giornalista di Repubblica Stefano Origone.

A pestare il giornalista era stato un gruppo di agenti del Reparto Mobile di Bolzaneto, durante una manifestazione antifascista culminata con le cariche dei celerini. Stefano è stato aggredito dai celerini mentre stava assistendo all’arresto di un manifestante.

Accerchiato, Origone è stato manganellato violentemente. Durante il pestaggio, un funzionario di polizia estraneo al gruppo che manganellava senza sosta, è intervenuto facendo notare ai suoi colleghi che il picchiato era un giornalista – che evidentemente lui conosceva- e non un manifestante.
E se fosse stato un manifestante, il funzionario di polizia non avrebbe mosso un dito, non sarebbe intervenuto per bloccare il pestaggio. Ipotesi? No, certezza dei fatti, supportata dalla memoria storica.

Le conseguenze del pestaggio

Al Pronto soccorso dell’ospedale Galliera a Stefano sono stati riscontrati fratture e lesioni in tutto il corpo: una delle due dita della mano sinistra aveva le ossa praticamente polverizzate ; l’altra mano una frattura multi scomposta;
la funzionalità piena della mano non la recupererà più;
traumi da manganello sulla testa, fianchi e gambe.

Quattro i poliziotti accusati di lesioni gravi e aggravate dall’uso dell’arma.

Riconosciuti colpevoli, i quattro agenti di polizia che condanna avranno? Intanto, c’è da dire che non è detto che il processo si svolgerà. Infatti, i quattro celerini potrebbero ottenere la sospensione del processo, chiedendo l’applicazione di un programma di lavori socialmente utili. Oppure,
potrebbero patteggiare la pena.
Una cosa è certa al momento, l’assenza assoluta in questa brutta storia del Ministero dell’Interno. Non c’è!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui