Scoglitti, distrutta la panchina rossa. Ed è la seconda volta.

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La denuncia della distruzione della panchina rossa a Scoglitti arriva da Piero Gurrieri attraverso un post su Facebook.

La foto di copertina potrebbe essere pubblicata senza alcun commento. In effetti dice tutto. Ma le parole contano. Le immagini da sole non bastano.

Non basta suscitare solo indignazione. La foto postata su Facebook da Piero Gurrieri non denuncia un caso limite – per esempio, la stessa panchina è al secondo attacco che subisce – è uno dei tanti aspetti delle violenze che subiscono le donne. La distruzione della panchina rossa di Scoglitti – la stessa cosa è accaduta e accade in tante altre città della “penisolaisole comprese”- non è un atto vandalico. È un gesto vile parte della stessa violenza sistematica messa in atto individualmente e collettivamente da una società “al maschile”, che non ha mai smesso di reggersi sul patriarcato, neanche quando nei governi ci sono ministre e sottosegretarie.
(… è difficile, se non impossibile, riscontrare differenze nei ruoli e nelle scelte politiche delle ministre e delle sottosegretarie rispetto ai ministri e ai sottosegretari).
Insomma, le parole contano…

La denuncia di Piero Gurrieri

“Una donna uccisa dalla violenza di un uomo lascia un dolore immenso che mai potrà essere attenuato, memmeno da una Giustizia che spesso concede troppo ai mostri e annichilisce ancora di più i deboli.
La panchina di Scoglitti, rossa come il sangue, era il simbolo del posto occupato da una donna portata via dalla furia di un uomo, di un marito, di un compagno. Lo sappiamo. Sono quelli che stanno tra le mura di casa che uccidono di più.
Questa panchina è stata distrutta con una furia altrettanto grande. È stata violentata, divelta. Ed è accaduto per la seconda volta.
A farlo, non possono esserci dubbi, sono state le mani di un uomo, di un vile codardo, di una larva umana. Colpendo quella panchina, ha voluto colpire una donna: la sua o un’altra, oppure tutte. Ha poca importanza.
Ma se anche fosse stato “solo” vandalismo, in questa panchina distrutta c’è tutta l’incultura, l’ignoranza, la brutalità di pochi individui (non così pochi, eh!) che la Città di Vittoria e Scoglitti non meritano.
Postatela dappertutto, questa immagine, cominciando dai social, dalle bacheche. Parlatene a casa, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, ai ragazzi. Ciù scuri ‘i menzanotti nun pò fari. Dalle tenebre può oscure possa partire la rinascita, prima di tutto culturale, educativa, della nostra bella Città”.

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