Sidra cerca squadre dilettanti da sponsorizzare. Bonaccorsi (M5s): «Ma non è vietato?»

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Il consigliere comunale del M5s Graziano Bonaccorsi

La Sidra S.p.A., partecipata del Comune di Catania ha emesso giorno 14 febbraio dei criteri di sponsorizzazione per squadre dilettantistiche. Per il consigliere del M5s Graziano Bonaccorsi sarebbe vietato e interroga l’Amministrazione.

La Sidra cerca società dilettantistiche da sponsorizzare

Un’ azienda partecipata del Comune di Catania, la Sidra S.p.A., giorno 14 ha pubblicato sul proprio sito dei criteri in materia di sponsorizzazione. Queste riguardano società sportive dilettantistiche che hanno squadre nei settori giovanili. Tra i criteri richiesti dalla Sidra per poter accedere alla sponsorizzazione figurano: l’affiliazione ad una federazione del CONI, la partecipazione a campionati di vertice, con trasferte fuori Sicilia, che prevedano l’organizzazione dei campionati in più serie.

Messi a disposizione 200 mila euro, in caso di bilancio positivo dell’Azienda

Sidra specifica inoltre che “l’importo da accreditare per attività di sponsorizzazione nell’anno è fissato in € 200.000,00 che verrà elargito in relazione a ciascun componente la squadra agonistica nella misura di € 500,00 e per ogni trasferta debitamente documentata”. Nell’avviso si legge ancora che “le proposte di sponsorizzazione devono essere inviate entro il 28.02.2020”, e che “la richiesta di sponsorizzazione è valutabile a condizione che l’ultimo bilancio approvato da Sidra sia attivo”. La società partecipata chiarisce infine che i € 200.000,00 sono “la somma massima utilizzabile per tutte le sponsorizzazioni da valutare”.

I dubbi del Consigliere del M5s Graziano Bonaccorsi

Il consigliere del M5s Graziano Bonaccorsi sostiene che tale attività di sponsorizzazione sia vietata e chiede all’Amministrazione comunale “su quale base la Sidra può svolgere attività di sponsorizzazione”.

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Così recita il comma 9 dell’art. 6 legge 78/2010

Il consigliere pentastellato si basa sull’art. 6 della legge 78/2010. In particolare sul comma 9 la normativa recita: «A decorrere dall’anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita’ indipendenti, non possono effettuare spese per sponsorizzazioni».

E così il comma 11 dello stesso articolo

Non solo. Bonaccorsi cita anche il comma 11 dello stesso articolo: «Le societa’, inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, si conformano al principio di riduzione di spesa per studi e consulenze, per relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicita’, nonche’ per sponsorizzazioni, desumibile dai precedenti commi 7, 8 e 9. In sede di rinnovo dei contratti di servizio, i relativi corrispettivi sono ridotti in applicazione della disposizione di cui al primo periodo del presente comma. I soggetti che esercitano i poteri dell’azionista garantiscono che, all’atto dell’approvazione del bilancio, sia comunque distribuito, ove possibile, un dividendo corrispondente al relativo risparmio di spesa. In ogni caso l’inerenza della spesa effettuata per relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicita’, nonche’ per sponsorizzazioni, e’ attestata con apposita relazione sottoposta al controllo del collegio sindacale».

La palla passa ora all’Amministrazione Comunale, chiamata in causa dall’interrogazione a risposta scritta depositata oggi dal consigliere pentastellato.

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