“Non luogo a procedere”, prosciolto Enrico Colajanni di LiberoFUTURO

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Marco Gaeta, Gup del Tribunale di Palermo, ha prosciolto – “Non luogo a procedere” – Enrico Colajanni, (nella foto),il presidente dell’associazione antiracket LiberoFUTURO, dall’accusa di diffamazione nei confronti di Antonella De Miro, prefetto di Palermo.

La querela che aveva dato origine al procedimento era legata alle dichiarazioni di Colajanni, fatte dopo la cancellazione di LiberoFUTURO dall’elenco ufficiale delle associazioni e delle fondazioni antiracket e antiusura, sancita con il decreto prefettizio del 17 luglio 2018. Colajanni definì “molto grave” la decisione della prefetta. Decisione legata “al sistema delle misure di prevenzione (leggi Saguto) e a quello delle interdittive prefettizie, per i tanti errori commessi e gli enormi danni provocati alle società, all’economia e alla stessa lotta alla mafia. Le ragioni di tanto accanimento vanno insomma ricercate nella nostra propensione a criticare i provvedimenti interdittivi insensati”. Con questo dire, secondo la procura di Palermo, Colajanni diffamava la prefetta, accusandola “di perseguire finalità estranee ai propri compiti istituzionali”.

“PROSCIOLTO”, di Enrico Colajanni

“Ero stato denunciato per diffamazione dal Prefetto di Palermo e il GUP mi ha prosciolto decidendo per il non luogo a procedere. Probabilmente ha riconosciuto il mio diritto di critica ma dobbiamo attendere per le motivazioni.
Dopo tante vicende sconfortanti che hanno colpito gravemente me e tutti i colleghi di LiberoFUTURO e delle altre nostre associazioni finalmente una notizia positiva.
Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi mesi”.

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