Per i 400 dipendenti della Coop Alleanza licenziamento annunciato

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Altri guai per la grande distribuzione. La crisi prospettata da un report del 2018 di Mediobanca si allarga. Dopo i supermercati Fortè la crisi starebbe colpendo anche la Coop Alleanza.

Dagli ipermercati siti nei centri commerciali “Ipercoop Katanè” di Gravina di Catania, “Le Zagare” di San Giovanni La Punta , “Le Ginestre” di Tremestieri Etneo e un supermercato di Bronte l’allarme sulla situazione a rischio per l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei supermercati della “Coop Alleanza”.
La Grande Distribuzione sta producendo disoccupazione, e si prospetta, nel catanese, un’altra pesante vertenza nell’ambito della Grande Distribuzione dopo quelle del Gruppo Abate, di Auchan, di Simply e di Mercatone Uno. Intanto, sono stati chiusi tanti medi e piccoli supermercati collegati alla Grande Distribuzione.

La Coop, dal 2015 ad oggi

Nel marzo 2015 Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest si fondono in un’unica nuova società denominata “Coop Alleanza 3.0”, che diviene operativa dal 1º gennaio 2016. Nel dicembre 2015 i soci di Coop Alleanza 3.0, già provenienti dalle Cooperative Adriatica, Estense e Nordest, erano circa 2.780.000, di cui circa 462.000 soci prestatori, mentre i dipendenti ammontavano a un totale di circa 22.000 persone suddivisi in 427 negozi, con un fatturato di circa 5 miliardi di euro e un patrimonio di 2,2 miliardi di euro. Adesso,  per far fronte alla crisi commerciale dei supermercati, il piano industriale prevede la diminuzione dei punti vendita (soprattutto gli ipermercati), l’introduzione del franchising e del commercio elettronico.  Già nel 2919 la Coop ha messo in esubero 752 impiegati amministrativi, ricollocati quasi tutti all’interno della società.

Da “La Coop sei tu, chi può darti di più” al secco “La Coop non c’è più”

La Coop ha messo radici in Sicilia nel 2009, prima ancora della nascita del colosso Coop Alleanza 3.0, ed è almeno da tre anni che mostra chiari sintomi di declino che hanno imposto a circa 400 lavoratrici e lavoratori la cassa integrazione, contratti di solidarietà e riduzione degli orari di lavoro. Il tutto frutto di un accordo sottoscritto fra la Coop e CGIL CISL UIL UGL, gli stessi sindacati che in questi giorni hanno indetto uno sciopero aziendale e una serie di iniziative di protesta.

La Grande Distribuzione è stata l’ espressione più marcata dell’Europa del profitto imposta dall’UE. La Sicilia in questo contesto è una vera e propria riserva di Ipermercati supermercati e multinazionali del commercio. E in questa riserva è il territorio dell’Area metropolitana Catania dove c’è il più alto numero di punti della Grande Distribuzione. Un vero e proprio gioco al massacro nei confronti del territorio cementificato, delle aree varie quasi tutte realizzate a spese dei comuni interessati, assunzioni del personale con contratti capestro, vera e propria emorragia di chiusure di piccoli e medi negozi di varie tipologie. E alla fine la Grande Distribuzione decide di chiudere e chiude, senza trattare con nessuno, neanche con gli stessi sindacati menzionati prima con cui è riuscita a tenere a bada le lavoratrici e i lavoratori.

Se chiude la Coop Alleanza a rischio tutti i negozi degli ipermercati: l’esempio del Katané.

L’elenco dei negozi della Galleria Katané – aperti dalle ore 9:00 alle 21:00, invece ristoranti, bar e tutte le attività dell’area food sono aperti dalle ore 9 alle 22:30 – é un lungo elenco che da solo detta la dimensione del disastro che ricadrà sull’occupazione con la chiusura dell’area della Coop, che inevitabilmente condizionerà la continuità o meno degli negozi della galleria.

E sottolineo che si tratta solo dell’ipermecato Katané. Fra i negozi di questo elenco ce ne sono alcuni che hanno già annunciato la chiusura entro l’anno in corso. Chiusura, ma non causata dalla “serrata” della Coop, è quella annunciata della Camaieu, casa madre francese, attiva in Sicilia da anni, attualmente oltre nel Katané Ipermercato in altri tre punti vendita,due a Palermo e uno a Siracusa. Ancora licenziamenti, quindi. Sulla chiusura del colosso francese domani un nostro articolo con i dati e i retroscena del colosso francese, vera e propria holding nel campo dell’abbigliamento femminile.

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