Dalla terrazza del Convento, i frati rivolgono una preghiera -VIDEO

1
1035

Conosco la mia città, a momenti alterni fra residenza e interstizi altrove.
Ma sconoscevo, il silenzio di queste strade senza persone.
Non avevo idea, di come fosse la preghiera di San Giuseppe dalla chiesa, senza fedeli.
Eppure, ho avuto l’opportunità di apprenderlo: i frati minori della Parrocchia Santa Maria di Gesù, ieri alle ore 21, hanno invitato i parrocchiani ad unirsi in preghiera dai loro balconi, magari appendendo un drappo bianco e accendendo una candela, in occasione della festa del Santo dei papà e dei lavoratori, che di protezione (e sussidi economici) abbisognano come mai prima di adesso.

Loro, avrebbero divulgato la preghiera amplificati, dalla terrazza del convento.

Io, ieri sera tentavo solo di mettere su una cena nutriente, senza avere appetito in verità quando, da fuori, colgo la linea melodica di un Salve Regina vellutato, come brezza di mare nel grembo metropolitano; mi affaccio dalla ringhiera e intravedo, incorniciato fra i palazzi di cemento, il portone ligneo della chiesa sprangato. Ma i Misteri della Luce seguivano nell’aria come luci di Hessdalen nelle notti d’argento.
Ho pregato anch’io, ma non nego di essermi chiesta dove stessimo andando e come avessimo fatto, ad arrivare qui.
Ammetto che, dalla mia piccola sedia appoggiata al muro di pietra del balcone, ero un gomitolo di solitudine che vibrava di tratti ora soffici, ora cattivi.

Continua dopo il video

Ma sono anche stata meglio, soprattutto quando Fra Massimo ha incitato tutti noi vicini del quartiere, affacciati ai balconi, a stringerci in preghiera ed applaudire i nostri sforzi.
Quanta voglia di stare insieme attraverso i plausi, per celebrarci come uomini che vogliono ancora incensare la vita come un dono, una continua epifania che senza l’amore non ha senso. Le mani, ieri sera, lo dicevano. Ascolto il frate benedirci, silente e quantomai perduta.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui