Lillo Venezia, indomabile giornalista comunista, ucciso dal Coronavirus

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Il Coranavirus ha portato via l’indomabile giornalista comunista catanese Calogero “Lillo” Venezia, nato a Mazara del Vallo nel 1950.

Per Lillo, morto presso l’Ospedale Garibaldi Centro, è stata fatale una polmonite. A darne la triste notizia, ieri, è stata appresa da Facebook grazie a Enza, sorella di Lillo: ” Con enorme dolore devo comunicarvi che mio fratello Lillo Venezia, non c’è più”.
Lillo Venezia è stato Direttore responsabile del giornale satirico-politico il MALE, beccandosi numerose denunce che raggiungevano il giornale da tutta Italia. Storiche le vignette denunciate per oscenità e quelle per vilipendio della religione cattolica. Processato con
l’accusa di vilipendio e offese al papa Giovanni Paolo II, Lillo è stato condannato e rinchiuso per un brevissimo periodo a Regina Coeli. Lo stesso direttore Venezia incontro’ il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che lo invitò a cena al Quirinale assieme ad una parte della redazione del Male.

Prima di dirigere il Male, il giornalista comunista Lillo Venezia è stato, dal 1977 fino al 1982, ha scritto per il quotidiano LOTTA CONTINUA. Con Pippo Fava e i redattori del GIORNALE DEL SUD è stato attivo nella nascita del mensile I SICILIANI sostenendola anche economicamente dopo l’assassinio di Fava.

“In questi tempi di riflussi e di ritirate, Lillo Venezia – dice il giornalista Riccardo Orioles – ha mostrato a noi tutti, avversari e amici, il senso della parola “COMPAGNO”, profonda e antica, modesta e responsabile, per il bene di tutti. E con questa semplice parola noi lo onoriamo”.

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