Mina, l’ultima diva, compie 80 anni. E rappresenta l’Italia che resiste

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Fuliggine in viso, il presente. Gli occhi non vedono una strada per tornare indietro. Forse perché vale anche adesso, la regola che indietro non si sbircia. Il fiato si ferma, non perché siamo stanchi ma per evitare plausibili contagi. Tuttavia, il cuore fa l’ultramaratona, pur di non fermarsi ora. Il sangue pompa per la rabbia nei confronti delle amministrazioni, su cui scaricare ogni responsabilità può apparire sacrosanto.
Eppure dicono che, perfino quando tutto sarà finito davvero, avremo ancora paura di toccarci, bere il caffè dalla stessa tazzina e rubarci le patatine dai piatti. La nebbia dell’incertezza ci avvolge sul sommier, senza un tempo definito. È Martedi? Venerdi? Oppure Domenica?

È il 25 marzo, e “la cantante bianca più grande del mondo”, oggi compie 80 anni. A noi questo interessa, perché Mina non è solo la voce italiana più epica: è il marchio di un’Italia che straripa di bellezza e artisti matti e leggendari. È la nazione del cabaret geniale, di Teatro 10 e dell’età placcata del Made in Italy. E Mina, con le sue tuniche alla Callas o le paillettes, i suoi occhi rinascimentali e il mantello animalier firmato per Cremona, è da sempre la riscossa dell’Italia che il mondo guarda con appassionata invidia. Mina, la scomparsa dell’immagine a favore dell’essenza della voce. Eppure, la ricordiamo benissimo col suo eye-liner da Nefertiti. Lei, l’ultima diva.
In un momento in cui divi non ci sono, ma ogni scusa è buona per fare una sfilata (o una diretta), noi vogliamo omaggiare la qualità per ricostruire il futuro che l’Italia merita.
Buon compleanno, immensa Mina !

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