Rifondazione solidale con USB per la condanna inflitta dal Garante scioperi

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Claudia Urzì, del Coordinamento nazionale USB Scuola

Lo sciopero generale del 25 marzo indetto dall’USB per la difesa della sicurezza sui posti di lavoro e per la chiusura di tutto quello che non è “essenziale”, che ha riscontrato una forte adesione in tutto il Paese, per il Garante “sugli scioperi” era uno sciopero da non fare. Infatti, l’USB è stata condannata con l’accusa che con lo sciopero ha trasmesso “insicurezza” fra la popolazione.

Condanna che ha suscitato la solidarietà nei confronti dell’USB da parte di associazioni e forze politiche, fra cui quella del Partito della Rifondazione Comunista. Di seguito il testo del comunicato che ha trasmesso Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e di Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro dello stesso partito.

Lo sciopero solo nella sanità è durato il tempo di esporre dei cartelloni di protesta e fotografarli. Negli altri posti lo sciopero è stato integrale. Gli insegnanti si sono astenuti dalla DIDATTICA DlGITALE. Nel comparto del trasporto aereo l’USB ha ritirato lo sciopero vista la gravità del momento.

Solidarietà a USB, procedura infrazione inquietante e liberticida

La procedura di infrazione nei confronti dell’USB rappresenta un attacco inquietante e liberticida al diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.

Alle compagne e ai compagni dell’USB va la più totale solidarietà di Rifondazione Comunista.

Le argomentazioni della Commissione di garanzia e del Garante Passarelli  sono degne di regimi non democratici. Lo sciopero generale indetto dall’USB per il 25 marzo scorso era volto alla difesa alla rivendicazione del rispetto dell’articolo 32 della Costituzione. In queste settimane gli scioperi hanno evidenziato come a causa della subalternità della politica al padronato milioni di lavoratori non fossero messi nelle condizioni di difendere dal contagio se stessi e le proprie famiglie. Non si comprende poi come si possa criminalizzare lo sciopero di un solo minuto simbolico la durata nei servizi essenziali quali sanità, soccorso alla popolazione, vigili del fuoco, vigili urbani, igiene urbana e cooperative di assistenza.  Si tratta di lavoratrici e lavoratori che stanno mettendo a repentaglio la propria salute stando in prima linea contro il virus. Non hanno neanche il diritto di denunciare per sessanta secondi che stanno lavorando in condizioni di insicurezza?”.

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