STM Catania, un altro lavoratore positivo al Coronavirus

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A Catania, un altro lavoratore della STM, impiegato negli uffici di M5 ed componente del gruppo Ingegneria Metal, dal 18 marzo assente per malattia, è risultato positivo al tampone-test sul COVID-19.

Attualmente, il lavoratore è ricoverato in uno degli ospedali di Catania. Dalle prime verifiche sono stati individuati almeno 15 contatti stretti diretti, contatti che sono già stati contattati. Con questo caso sono già tre i lavoratori dell’azienda multinazionale ad essere positivi al Coronavirus. Ma ci sono anche lavoratrici e lavoratori in quarantena , e con loro le loro famiglie. Intanto, il signor Prefetto e la direzione dell’ASP non intendono intervenire, così come chiedono i sindacati, nonostante l’evidente pericolosità che rappresenta lo stabilimento STM funzionante, una vera e propria bomba biologica, che ricadrebbe su chi ci lavora e su tutta la città di Catania. Ma, ormai, è risaputo, che in Italia, isole e isolette comprese, è la Confindustria che detta le agende politiche, economiche e amministrative nazionali e locali, dal Sud Tirol a Lampedusa. Insomma, il PROFITTO viene prima della salute di chi lavora e della popolazione tutta. A seguire un comunicato della della Rsu/Rls e Segreteria Uilm con le ultime gravi notizie sulla situazione in STM Catania.

Il Comunicato della Rsu/Rls e Segreteria Uilm.

“Si è appena concluso l’incontro tra azienda ed Rls, siamo stati informati che questa mattina è stato registrato un nuovo caso di coronavirus nel sito di Catania, il collega risultato positivo al tampone è assente dal 18 marzo e lavora negli uffici di M5 e fa parte del gruppo Ingegneria Metal e durante la sua attività scende saltuariamente nel fab anche se l’ultimo giorno in cui era presente non risultano passaggi ai varchi che convogliano in sala. L’azienda ha comunicato una tempestiva sanificazione degli uffici e visto che sono trascorsi i giorni previsti di quarantena rispetto alla sua ultima presenza in stabilimento, nessun altro lavoratore sarà posto in quarantena. Il collega, dalle informazioni che ci ha riferito l’azienda, da 2 giorni si trova ricoverato a seguito di febbre alta.

Alla domanda da parte dei delegati uilm se l’azienda avesse intenzione di intraprendere, visto l’incremento dei casi, ulteriori azioni rispetto a quanto pianificato dopo l’incontro con l’Asp, la DA ha affermato che nessuna azione ulteriore sarà avviata. Unica novità riguarda la fornitura del liquido per la sanificazione degli oculari dei microscopi, anche in Ct6 e l’avvio dell’installazione di separatori tra le tute. Riguardo il collega di Ct6 che ha la mamma positiva al COVID-19, l’azienda ci ha informati che a breve sarà fornito l’esito del tampone.

I colleghi, al momento, in quarantena obbligatoria nel sito di Catania sono 15, tra questi non è considerata la collega posta in quarantena cautelativa, dal proprio medico insieme al suo nucleo familiare in attesa dell’esito del tampone del collega di CT6.
Riteniamo, come Uilm, la posizione di rigidità irremovibile dell’azienda una posizione inaccettabile. Andremo avanti con le nostre azioni e non ci fermeremo davanti a nulla, la salute dei lavoratori va tutelata e la prevenzione di focolai che potrebbero creare disastri per l’intero territorio va limitata e ridotta al minimo”.

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