Clamorosa protesta a Catania: ” Vogliamo sapere come vengono concessi i Buoni famiglia”

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Clamorosa e vivace protesta per chiedere al Sindaco Salvo Pogliese e all’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Lombardo come vengono concessi i Buoni famiglia.

Ieri a Catania, nonostante il “restate a casa” imposto dal decreto del governo, che prevede multe per chi non lo rispetta, e il Coronavirus in agguato, una ventina di persone ha dato vita ad una clamorosa e vivace protesta per chiedere al Sindaco Salvo Pogliese e all’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Lombardo.

I manifestanti, uomini e donne, che vivono in una situazione di forte disagio : “Non possiamo fare più la spesa . Abbiamo bisogno di aiuto. Adesso!”, spiega una giovane signora. “Siamo oggi qui – spiega Rosaria – perché vogliamo un contatto diretto con il comune, qualcuno che possa spiegarci le procedure necessarie per ottenere gli aiuti stanziati da Governo e dalla Regione”.

La protesta era iniziata, di buon mattino, in via Dusmet, dove c’è la sede dell’assessorato retto da Lombardo. Ma, non avendo potuto incontrare nessuno che potesse dare delle risposte alla loro richieste, la protesta è stata trasferita sotto il Palazzo municipale. In realtà la protesta si è svolta nei pressi del monumentale elefante a causa di una “muraglia” dispiegata davanti a Palazzo degli Elefanti da polizia, carabinieri e vigili urbani.

Anche a debita distanza la clamorosa protesta non è stata silenziosa: “Chiediamo – dice Maria – al sindaco i buoni per fare la spesa. Molti di noi vorrebbero accedere allo specifico “Buono Famiglia” deliberato dall’amministrazione comunale”.
Altri fanno notare che l’emergenza Coronavirus non riguarda solo l’aspetto sanitario: “Semu senza soddi. Non sappiamo più come andare avanti e fra poco non avremo dove abitare”.
La protesta ha sollevato la necessità di un intervento immediato a favore di tantissimi nuclei familiari che sono al limite della disperazione. La politica ha i suoi tempi scanditi dalla burocrazia. A Catania, la disperazione di chi vive – e non da oggi – nel disagio economico, senza reddito, senza un tetto è già iniziata, e non c’è Coronavirus che tenga.

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