Gli autisti-soccoritori 118: «Stiamo morendo di Coronavirus»

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Abbiamo ricevuto dalla collega Daniela Giuffrida la lettera che, da Siracusa, e’ stata indirizzata alla cittadinanza da Carmelo Salamone e Sebastiano Motta della FIALS 118 SICILIA.

Una lettera drammatica che denuncia le condizioni in cui sono costretti ad operare al tempo del Coronavirus le lavoratrici e i lavoratori del 118, in particolare gli autisti – soccorritori, condizioni che esistevano ancor prima dell’emergenza sanitaria in corso. Una lettera da leggere tutta in un fiato… immaginando di stare seduti a fianco dell’ autista nell’abitacolo di un’ autoabulanza che corre verso un Pronto Soccorso con una persona che potrebbe essere positiva al Coronavirus…e ti accorgi che il metro di distanza all’interno dell’autoambulanza NON si può tenere…e anche in quello stesso abitacolo, forse, il Coronavirus ha ucciso.

” NOI , AUTISTI – SOCCORRITORI DEL 118 ”

“Cari Concittadini , vorremmo che ci donaste pochi minuti del vostro tempo per leggere quanto abbiamo da dirvi: In questo periodo di Emergenza Globale, c’è una Categoria silente e orgogl iosa , che tra fredde direttive di Enti ed Istituzioni, come guerrieri contro un nemico imparziale e invisibile, assolve con onore e professionalità una mansione che si fa largo in prima linea dove dipendenti, dove volontari (in altre regioni d’Italia) tra : continui interventi oltre che della quotidianità, di moltitudini di utenti con sintomi riconducibili
al “morbo nefasto” , incognite e terrore di occhi che piangono e volti che sospirano, consapevoli dei rischi a cui sono sottoposti loro stessi e i loro cari. Corrono senza indugi, a fronte di direttive alle quali moltissimi fuggirebbero, con grande dignità e soprattutto abnegazione!
Sono gli AUTISTI SOCCORRITORI del 1 18 , che lavorano a fianco delle altre professioni Sanitarie ( medici e infermieri), a bordo di quelle ambulanze che senza sosta sfrecciano nelle strade spettrali e solitari e , un rumore associato ad un pianto disperato; sono coloro i quali che , oltre alla professionalità e alla formazione donano con umana pietà: l’amore, un sorr iso, una carezza a chi in questo momento viene “reietto” e tutto questo, magari in quel ristretto spazio, dentro l’ambulanza, dove non può esistere quel tanto nominato “metro di distanza”!

Dove consapevoli che un colpo di tosse, uno starnuto, per loro può fare la differenza tra la vita e la morte! E come nelle loro ambulanze, per loro non c’è spazio , così neppure dentro
la notizia sembra facciano testo, eppure sono loro al fronte, i soldati comandati del 118. Sono gli stessi che ad oggi si vedono messi in discussione per l’incredibile burocrazia ceca e lobbistica il “riconoscimento giuridico della loro figura professionale”, discussione ad oggi impantanata e ferma sui tavoli della Conferenza Stato Regioni e delle Province Autonome del Ministero della Salu te , una battaglia in cui la “Federazione Italiana Autonomie Loc ali e Sanità” e diverse parti s ociali stanno dando il loro apporto!
Eppure , essi, assieme a Medici Infermieri e OSS , sono quelli che prendono le botte quando si parla di aggressioni al persona le sanitario, ma che non vengono considerat i tra le professioni sanitarie, che non hanno un albo, ma che pagano le tasse come tutti i lavoratori dipendenti, sono quelli che rischiano l’inidoneità ed il posto di lavoro se non più abili alla mansione per motivi di salute, ma sono anche quelli che
non percepiscono alcuna indennità di rischio connesso alla professione, sono anche quelli che alle volte sono morti per non curarsi per paura di perdere il Lavoro! Quelli a cui alle volte l a fredda ed ingrata politi ca del passato li ha redarguiti asserendo : “RINGRAZIATE CHE VI FACCIAMO LAVORARE!”. Ma loro, gli “eroi” come li chiamano, “abituati ad essere sordi alle cattiverie” mettono a rischio la lo ro vita anche per loro , proprio come al professarsi di una missione religiosa!
“Vorremmo tanto che a fine dell’Emergenza, fossimo ricordati come lavoratori con una identità”, questo è ciò che chiedono gli AUTISTI – SOCCORRITORI del 118! Si proprio quelli che ad oggi su tutto il territorio nazionale stiamo morendo di Coronavirus, ma tranquilli, continueremo ad arrivare nelle vostre case
quando ci chiamerete”.

Da se, lottano per i loro stessi diritti ed essere ascoltati, ASCOLTATI! perché anche questo molti di loro hanno imparato a fare negli anni, trasformandosi nel dopo – lavoro anche in rappresentanti dei lavoratori, in seno ad associazioni di categoria, sigle sindacali e movimenti spontanei, consci di essere soli nel mare della burocrazia, degli interessi e contro chi ancora oggi in molte regioni d’Italia specula sopra questo
comparto senza remore alcune!
Noi gli Autisti Soccorritori del 118 , non ci arrendiamo e comunque sia ci saremo sempre, promettendovi, che andrà tutto bene”.

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