“L’antifascismo non va in quarantena”, corteo virtuale da Siracusa alla Val di Susa

0
1094

Il 25 Aprile, nonostante il “blocco” e le distanze sociali imposte dal Coronavirus, ha attraversato in lungo e largo tutto il Paese.

Ha iniziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che, indossando la mascherina, ha deposto una corona di alloro all’Altare della patria. Quasi contemporaneamente, a Milano, la polizia usava le maniere forti per disperdere dei giovani antifascisti che volevano svolgere un corteo nonostante il “restate a casa”. Mentre a Bologna si sono svolte manifestazioni e presidi che non risultano essere stati repressi dalla polizia. La Giornata è proseguita, ovunque, con bandiere tricolori o bandiere rosse sui balconi, e dagli stessi balconi è stata cantata “Bella ciao”. E c’è stato anche un corteo nazionale che la polizia non ha potuto disperdere, quello indetto dalla Federazione Del Sociale USB Sicilia : “Domani è il 25 aprile – annunciava ieri Claudia Urzi’, responsabile regionale della FDS – e abbiamo pensato di fare ugualmente un corteo…ma virtuale! Col sistema delle foto col cartello, scrivendo: L’ ANTIFASCISMO NON VA IN QUARANTENA!
25 APRILE SEMPRE!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Utilizzando gli hashtag #lantifascismononvainquarantena #25aprilesempre .
E il corteo virtuale si è svolto da Siracusa alla Val di Susa. Attraversando Catania, Ragusa, Palermo e Messina ha raggiunto Napoli, Bologna, per arrivare in Val di Susa e per concludersi in Lombardia, a Bergamo.

Continua dopo le foto

Claudia Urzi’, responsabile della Federazione Del Sociale USB Sicilia
Da Partinico Salvo Vitale

I partecipanti hanno inviato le loro foto agli indirizzi online della FDS USB Sicilia, che man mano che venivano inviate, sono state pubblicate nella pagina Facebook della FDS siciliana. Fra le tante e i tanti partecipanti al corteo virtuale Nicoletta Dosio, simbolo della lotta irriducibile contro il TAV e lo scrittore antimafia Salvo Vitale, compagno di lotta di Peppino Impastato, che ha accompagnato la sua foto con un breve e incisivo messaggio: “… Ho conosciuto mafiosi, anziché fascisti, la differenza non era poi molta, stesse indicibili violenze, stesso sistema di paura , stessa scientifica teoria del silenzio, stesso teschio come simbolo “.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui