Sesto Municipio senza dipendenti: denunce e ragioni di questo deserto

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Foto: Salerno Today

A Catania, una coltre spessa di silenzio su problemi secolari e giornalieri, a causa del Coronavirus; fra questi, l’assenza di dipendenti negli uffici della più popolosa municipalità di Catania, quella di Librino.

Ciò significa, che senza impiegati a disposizione i quasi 100000 abitanti della zona sono privi di fruire dei servizi più elementari: dalla carta d’identità al cambio di residenza. Nei mesi scorsi, il tema ha unito maggioranza e opposizione in consiglio comunale: dal pentastellato Graziano Bonaccorsi a Luca Sangiorgio di FDI, fino al capogruppo di Grande Catania Sebastiano Anastasi, tutti hanno tuonato contro la pochezza di dipendenti  e l’anomala distribuzione di essi nei vari municipi.

L’assessore Michele Cristaldi, che ha la delega al personale, dal canto suo aveva ammesso le chiare disfunzioni degli uffici, probabilmente risolvibili attraverso il trasferimento di alcuni dipendenti da una municipalità all’altra.

Ieri Bonaccorsi, del M5S, ha sottolineato ancora una volta il problema sui social:

“Come ci siamo ridotti?
I consiglieri della sesta circoscrizione non possono svolgere nessuna attività, impossibile depositare la più semplice segnalazione per lo scerbamento di un parco giochi.
L’ufficio del protocollo, con un solo dipendente, si può considerare come se fosse chiuso!”

Gli dà manforte il collega pentastellato nel VI Municipio Francesco Valenti, che conosce bene la realtà di Librino:

“La VI Circoscrizione è grande come una città, visto che ha un’estensione territoriale che va da Catania a Lentini, comprendendo così un tessuto economico-sociale immenso; potrebbe essere, per estensione di popolazione, uno fra i primi capoluoghi di provincia. E tuttavia rispetto a prima, quando il suo attuale Municipio era suddiviso in IX e X Municipalità e sul territorio vi erano diversi uffici come quello di San Giuseppe L’Arena, il polo Le Porte di Catania e quello di San Giorgio, al momento è attivo solo quello di San Giorgio. Abbiamo avuto difficoltà a ripartire con le commissioni, ma anche a convocare consigli e a protocollarli. Si blocca la macchina politica e le istanze presentate dai cittadini”.

e continua

“Se dev’essere attuato questo benedetto decentramento per snellire il compito del comune che sia fatto per bene. Un cittadino che fa 32 km da Vaccarizzo o da Collina Primosole col bus, magari prendendo un giorno di lavoro salvo poi trovare l’ufficio chiuso.. potete immaginare. I dipendenti che ci sono fanno il loro dovere, ma ciò non può bastare per la situazione in cui siamo”.

Dal canto suo il Presidente della VI Circoscrizione, Alfio Allegra, ha affermato amareggiato:

“È da tempo che chiediamo una fascia C, non c’è personale. La municipalità è quasi al collasso per ciò che concerne i dipendenti. L’unico dipendente di fascia C è andato in pensione, ed è da più di sei mesi che chiediamo una fascia C. Il Punto Anagrafe di Porte di Catania, per mancanza di personale è stato chiuso. Lì era un punto strategico, perché raccoglieva molte persone che andavano e tornavano dall’aeroporto, da San Giuseppe La Rena, da Fontanarossa, dalla zona industriale a sbrigare le pratiche. A Porte di Catania c’è anche una bellissima biblioteca al momento chiusa. Sto pensando seriamente di bloccare tutto”.

Molte le voci contrarie all’attuale assetto organico del VI Municipio, contro cui l’Assessore Alessandro Porto al Decentramento, Periferie e Anagrafe difende l’operato dell’amministrazione:

“Che mi si ponga adesso il problema della mancanza di personale mi sembra un pochino pretestuoso. Dal mese di Marzo il mondo è cambiato, e quello che noi stavamo facendo a Febbraio per risolvere il problema delle municipalità, non abbiamo potuto farlo a Marzo. in tutti gli uffici, dal comune alla regione fino alla sovrintendenza, non c’è un ufficio che funzioni. Sono tutti in smart working. Stiamo lavorando in previsione di una risoluzione del personale quando questo brutto periodo in cui il mondo si è fermato, sarà finito”.

E rincara la questione

“Il problema, comunque, sarà soprattutto successivamente e riguarderà tutte le municipalità visto che, anche grazie a Quota 100, molte persone andranno in pensione e il Comune non può indire concorsi per gli impiegati. Anche se non nascondo che penso che il futuro sia l’innovazione tecnologica e un incremento dell’uso di internet. Tutti, se non hanno un pc, hanno uno smartphone da cui sbrigare le pratiche”.

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