Anastasi (Grande Catania): «Pogliese ricostituisca quadro istituzionale e politico post elezioni»

0
226

Il capogruppo di Grande Catania, Sebastiano Anastasi, smentisce le voci su possibile un interesse degli autonomisti ad avere un assessore al posto di Fabio Cantarella, qualora andasse alla Regione Siciliana come assessore ai Beni Culturali. Poi lancia un messaggio al sindaco Salvo Pogliese.

Il fuoco delle polemiche sulla nomina di un leghista come assessore regionale lambisce anche il Palazzo degli Elefanti. Questo perché tra i papabili ai Beni Culturali alla Regione Siciliana vi è l’attuale assessore all’Ambiente Ecologia e Sicurezza Fabio Cantarella. Lui di lasciare Catania non ne vuole sentire parlare, ma anche se in pole vi è il sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia, l’ipotesi che l’assessore al Comune di Catania potesse traslocare a Palermo poteva essere allettante per i lombardiani. A riferirlo fonti di Palazzo d’Orleans, secondo cui il gruppo Grande Catania era fortemente interessato a vedere un altro loro uomo come assessore in Giunta al posto di Cantarella, e perché no addirittura come vicesindaco.

A chiarire la posizione degli autonomisti è a freepressonline Sebastiano Anastasi, che smentisce categoricamente. «A noi autonomisti non sono mai interessate poltrone e poltroncine. Non siamo ipocriti. Una poltrona, se gestita con spirito di servizio, è importante per poter incidere con le proprie idee politiche sul tessuto in cui si amministra». Fin qui la smentita dell’interesse all’assessorato Ambiente Ecologia e Sicurezza.

Anastasi però continua. «Sta però al sindaco ricostituire il quadro istituzionale e politico che si era delineato dopo le elezioni comunali di tre anni fa, dove Grande Catania è stata la seconda forza politica all’interno della coalizione di centro destra». Il riferimento è la ferita ancora aperta della nomina di Fabio Fatuzzo come presidente Sidra al posto di Vitale.

«Noi abbiamo fiducia nell’Amministrazione perché i segnali ci sono, però noi vogliamo essere rispettati per il nostro patrimonio politico e di idee autonomiste che vogliamo mettere al servizio della città.  Abbiamo sottoscritto un programma elettorale che le prevedeva con particolare riguardo al Piano Regolatore, di sviluppo ma al netto di qualsiasi speculazione anche immaginaria che ha condannato nel passato Catania. Piano commerciale, con in  testa le fasce più deboli: chioschi e camion dei panini; riordino delle partecipate, che oggi più che mai devono fare utili per rimpinguare le casse del Comune soprattutto quelle dei servizi sociali; decentramento amministrativo, che non può restare un regolamento vuoto. Vogliamo dei Municipi che operino in modo incisivo, un piano viario che ci faccia sapere cosa fare, in modo intelligente e non speculativo, di alcuni parcheggi scambiatori rimasti nel limbo. Noi alzeremo l’attenzione sulla questione Porto e Aeroporto che  per noi sono due volani di sviluppo».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui