74° ANNIVERSARIO DELLO STATUTO SPECIALE, NIENTE DA FESTEGGIARE

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In occasione del 74° anniversario della concessione dello Statuto Speciale dell’Autonomia Siciliana, pubblichiamo di seguito l’intervento dall’architetto Erasmo Vecchio,
Presidente il Comitato di Garanzia del movimento Unità Siciliana

 L’Autonomia concessa e tradita

“Oggi cade il 74° anniversario della proclamazione dell’Autonomia siciliana e dell’attuazione dello Statuto. Una pagina della storia siciliana che si vorrebbe cancellare e relegare nel dimenticatoio della storia.

La piena autonomia politica, legislativa, amministrativa e fiscale della Sicilia si ottenne grazie alla strenua lotta di uomini che facevano l’interesse e volevano il bene della loro terra. Il 15 Maggio 1946 nasceva lo Statuto speciale, emanato da Umberto II di Savoia il 15 maggio 1946 (quindi precedente alla Costituzione della Repubblica italiana, che lo ha recepito con la legge costituzionale n. 2 del 1948).

In quell’anno la Sicilia era arrivata a toccare con mano la sua indipendenza, grazie ad una vera e propria guerra di Indipendenza Siciliana, combattuta nel campo dai nostri Eroi e Patrioti dell’EVIS con in testa Antonio Canepa. (Esercito Volontario per l’Indipendenza Siciliana).

Il 15 Maggio non potremo festeggiare il nostro Statuto perché tradito, e quasi mai applicato, per colpa ed ignavia di una intera classe politica costituita da ascari servili e accondiscendenti al potere e allo Stato centrale che non ha mai avuto interesse all’attuazione dell’Autonomia regionale. Il Popolo siciliano non perdona, e non perdonerà i politici siciliani che in Sicilia hanno fatto le loro fortune, ottenendo tornaconti, riconoscimenti e prebende a discapito della loro terra.

Lo Statuto speciale non può essere svenduto, ma va difeso strenuamente dal Popolo siciliano con tutte le forze.

L’identità di un popolo non si cancella e non si festeggia. I Siciliani, nella loro piena capacità di intendere e di volere, nell’occasione del 74° anniversario ne chiedono con forza l’attuazione integrale e promettono di opporsi a coloro che intendono annullare la loro identità, la loro sovranità rendendoli asserviti al volere del potere centrale di Roma e di Palermo.

Il 15 Maggio è il giorno dell’accusa ad una intera una intera classe politica costituita da uomini servili ed accondiscendenti al potere e allo Stato centrale che non ha mai avuto interesse all’attuazione dell’Autonomia regionale.

Se i parlamentari siciliani e nazionali un giorno si dimostreranno compatti, indipendentemente dal loro colore politico, schierati in un unico fronte in difesa del nostro Statuto, dimostreremo che questo Statuto non è stata una concessione elargita dall’alto, ma una conquista del Popolo siciliano”.

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