Oggi giornata di mobilitazione di USB Scuola. Dalle ore 16 assemblea streaming

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Oggi, con inizio alle 16, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola pubblica statale si svolgerà una assemblea streaming indetta dall’ USB Scuola. Fra i temi dell’assemblea,
il precariato, con particolare attenzione ai concorsi in un momento di emergenza sanitaria e la mancata apertura delle Graduatorie di seconda e terza fascia; l’esame di Stato che il MIUR vuole svolgere in presenza; i problemi dell’organico e in particolare le misure mancanti per consentire il rientro dei docenti esiliati, l’attribuzione dei posti della quota 100, la mancata trasformazione dell’organico di fatto in diritto; la richiesta del full time per il personale ATA internalizzato. Inoltre, si parlerà delle proposte avanzate dall’
USB Scuola al Governo e alle forze politiche e del “decreto scuola” in discussione nelle aule parlamentari.
La diretta sarà trasmessa sul sito scuola.usb.it, sulla pagina Facebook USB P.I. – Scuola e sul canale Youtube USB Scuola, attraverso i quali è possibile interagire tramite messaggi avanzando proposte, portando testimonianze o ponendo domande. Alla giornata di mobilitazione di USB Scuola aderisce anche il Coordinamento giovani studenti precari siciliani, che, attraverso il comunicato che pubblichiamo di seguito, evidenzia come il divario già esistente tra nord e sud si stia sempre più intensificando, registrando una vera e propria esplosione emigratoria.

Il Coordinamento giovani studenti precari siciliani aderisce alla giornata di mobilitazione di USB Scuola

“Le politiche neoliberiste portate avanti indistintamente dai governi che si sono succeduti negli ultimi decenni nel campo dell’istruzione, hanno di fatto contribuito ad amplificare il divario già esistente tra nord e sud, intensificando le dinamiche migratorie.

È emblematica infatti la situazione delle e dei migliaia di docenti meridionali, soprattutto donne, esiliate al nord dalla legge 107, la “Buona Scuola” renziana, costrette a rimanere lontane dalla loro terra e dai loro affetti fino alla pensione.

Da quasi cinque anni le docenti meridionali aspettano il ritorno a casa, continuando a sostenere ingenti spese di vitto e alloggio fuori regione e onerose spese di viaggio per ricongiungersi con i propri cari.

Sulla stessa linea di Renzi ha operato la ministra Azzolina, la quale non ha neanche preso in considerazione le esigenze delle esiliate dalla legge 107. Nella migliore delle ipotesi infatti solo pochissime docenti sono riuscite ad avvicinarsi alla propria regione nell’ultimo anno.

Queste politiche non hanno fatto altro che gettare le basi per una nuova questione meridionale, andando ad esasperare il processo di trasferimento della forza lavoro intellettuale da nord a sud, aggravando il contesto già disastrato dell’istruzione siciliana, fatto di pochissime insegnanti a fronte di altissimi livelli di dispersione scolastica.

Di generazione in generazione, abbiamo assistito impotenti alla migrazione di giovani e lavoratori, costretti ad accettare lavori spesso precari o umilianti -alla faccia dello stereotipo del meridionale fannullone- per realizzare i propri sogni lontano dalla terra che si ama ma che spaventa per povertà e condizioni lavorative.

Oggi ci troviamo ad affrontare le conseguenze di un processo di migrazione forzata che ha colpito in maniera trasversale studenti e lavoratori, costretti a partire a causa della mancanza di prospettive, oppure esiliati per mezzo di una legge scellerata, ma ritrovati nella solidarietà ed accomunati dalla lotta per il riscatto di chi vuole restare

Per queste ragioni aderiamo alla mobilitazione per il 15 Maggio lanciata da USB P.I. – Scuola, per chiedere un intervento urgente di trasformazione dell’organico di Fatto in Diritto, che consenta il rientro dei docenti esiliati al nord”.

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