Girokastra (Mogli di nessuno), il film per le coppie innamorate vittime del totalitarismo

0
770

Girokastra è una storia vera, non nota, ma c’è chi può testimoniarla, visto che è ambientata negli anni ’60. Il film parteciperà al Festival del Cinema di Venezia.

Di Mari Cortese e Salvo Giuffrida

Girokastra è una città situata nell’Albania meridionale e il suo racconto è di pietra, come la fama per cui è conosciuta. Lo è a maggior ragione, visto che il suo scenario è stato quello dei duri rapporti fra Albania e Unione Sovietica che hanno coinvolto molti giovani albanesi, incarcerati o condannati ai lavori forzati dal regime comunista di Tirana; la loro unica colpa era essersi legati a mogli sovietiche, possibili anelli di spionaggio per l’Unione Sovietica insieme ai mariti albanesi. Questo è stato motivo della rovina di migliaia di coppie.
Il film, l’omonimo Girokastra (Le Donne Perdute), racconta ciò che qui si può solo accennare con scarso esito, rispetto al lavoro svolto dal regista Yuri Arabov, due donne  produttrici Loreta Mokini e Ella Archangeldakaia, e rullo di tamburi, il noto scrittore Ismail Kadare.

Continua dopo la foto

Come afferma il regista del film, “Il lungometraggio è un omaggio a tutte le vittime innocenti dei regimi totalitari”, ed è stato girato all’interno delle mura di pietra di una fortezza del XIII secolo.
È un film che critica in modo deciso i totalitarismi e, nella fattispecie, il regime comunista. Colui che ha scritto il film, ovvero l’albanese sopra citato Ismael Kadare è un cuore sincero e, proprio per questo, una delle voci più critiche contro il regime, candidato più volte al Nobel per la Letteratura. Sua e di Juri Arabov, miglior sceneggiatore in Europa al Festival di Cannes del 1999, è la scenografia; il direttore artistico è Aleksandër Sokurov, uno dei più grandi direttori artistici contemporanei.

 

In questo contesto sovietico-albanese, si inserisce anche il catanese Piero Juvara. Da circa un mese sta collaborando con la coproduzione franco-russo-albanese su dei nuovi progetti cinematografici. L’eclettico Juvara, fresco dal grande successo di Addio Clochard, che ha vinto nell’estate del 2019 numerosissimi premi tra i quali il Premio Rai Cinema – I tulipani di Seta Nera, è già immerso con entusiasmo in questa nuova avventura. Tra le sue caratteristiche quella di narrare con un realismo capace di trasmettere, durante la lettura, tutte le sensazioni: dal caldo al freddo,  alle luci e al buio e persino agli odori. Nel Pozzo delle Tre Lune Juvara spinge prepotentemente questo suo realismo. Il libro di racconti scritti anche da Mario Lo Giudice e Adriano Di Gregorio è nelle mani di Maria Grazia Lucrezia Leotta, importante traduttrice in Inghilterra, affinché si valuti la possibilità di tradurlo in lingua inglese. L’opera è anche presente nella Biblioteca dell’Istituto Italiano di Cultura a Tirana.

Tra i racconti in esso contenuti emerge Il Professore e la Ballerina, diventato soggetto di un mediometraggio che nel 2018 ha vinto il premio come migliore regia al Festival del Cinema di Marbella.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui