Gjirokastra, Mokini: «Storia vera per non dimenticare il passato»

0
537

Loreta Mokini, uno dei produttori del film Gjirokastra che parteciperà al Festival del Cinema di Venezia, racconta a freepressonline cosa l’ha spinta a sposare il progetto cinematografico. 

Cosa, da produttrice, l’ha indotta a credere in questo progetto cinematografico?

«Quando ho deciso di sviluppare il progetto, ho pensato alla verità della storia. Mi piacciono le storie vere narrate per non dimenticare il passato. Un film è il vettore più adeguato per trasmettere questa verità al publico.
Una storia vera va direttamente al cuore. Credo che questo film, che parla del totalitarismo, delle paranoie dei dittatori, delle loro vili vendette sulle coppie albano-sovietiche degli anni ’60, piacerà al publico italiano e non solo. Questa è una storia d’amore umano e di castigo dittatoriale di due paesi: l’Unione sovietica e l’Albania».

Perché avete pensato di girare proprio a Gjirokastra visto che il problema riguarda tutta l’Albania?

«Dovevamo scegliere una città per le riprese, e abbiamo deciso per Gjirokastra.
Gjirokastra è  una città unica. È un patrimonio mondiale del umanità protetto dal UNESCO. Quando l’ artdirector Aleksandr Sokurov ha visto i luoghi delle riprese ha deciso immediatamente. Tutto ciò che e stato scritto nella sceneggiatura era compatibile con la città. Gjirokastra offriva i luoghi degli anni ’60 . L’ accoglienza della popolazione è stata proverbiale e l équipe albano russa ha lavorato in ottime condizioni».

Crede che il vostro messaggio possa essere recepito bene da un pubblico occidentale?

«Credo che il messaggio del film sulle ideologie che vanno contro l’amore, la famiglia e l’umanità sarà ben recepito dal pubblico occidentale . Viviamo in un periodo di grandi cambiamenti e relativismo di tutto. Ma l’amore vincerà e nessun ideologia oserà dividere ciò che Dio ha unito».

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui