Catania saluta Luigi Maina, uno degli ultimi che avevano reso grande la città -VIDEO

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Palazzo degli Elefanti adesso non è più lo stesso senza Luigi Maina che siede alla scrivania di quella stanza stanza del primo piano.

di Giovanni Iozzia

“Il sindaco La Ferlita, decaduto dalla carica, non volle essere accompagnato a casa dall’auto di servizio e con la sua borse piena di documenti si avviò a piedi lungo via Sangiuliano”. Raccontava questo aneddoto, il Commendatore Luigi Maina per evidenziare la differenza tra la vecchia classe dirigente e la nuova.

Uomo d’altri tempi, che visse in pieno il “Secolo Breve” con tutti i suoi pregi e le sue contraddizioni, Maina era entrato negli anni Duemila con il piglio di chi aveva una storia alle spalle e doveva educare, o tolleare, i tanti “Chilometri zero” che era costretto ad avere intorno. Uomo di classe, però, non dette mai la sensazione di svolgere la funzione di educatore o di moralizzatore, ma con mano ferma cercò per anni di raddrizzare tutto quello che gli sembrava fosse storto. E poiché di cose storte a volte ce ne erano troppe, allora si ritirava in buon ordine limitandosi a rivolgere una lieve smorfia ironica e un sorrisetto all’amico che gli stava vicino. Come dire: io ho tentato ma non c’è nulla da fare e quindi vado via, voi, amici miei, mi capite. Ed essere amico suo non era facile, bisognava guadagnarsi questo privilegio, ma non era neppure difficile visto che era lui stesso, profondo conoscitore dell’indole umana, a scegliere. Ed essere amico suo non solo era un privilegio ma anche un piacere come quello di essere ammesso a sedere nella sua stanza, in mezzo a tanti cimeli, a sentirgli raccontare antiche storie oppure, sempre con garbo e delicatezza, risolvere quotidiani problemi.

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Catania saluta il Commendatore Luigi Maina

La camera ardente al Palazzo degli Elefanti e le immagini del funerale in cattedrale

Pubblicato da Freepressonline su Venerdì 24 luglio 2020

Palazzo degli Elefanti adesso non è più lo stesso senza Luigi Maina che siede alla scrivania di quella stanza stanza del primo piano, angolo nord-est, con le finestre tra piazza Università e via Etnea. Il Commendatore se n’è andato con garbo e discrezione, con eleganza, com’era suo stile. Allo stesso modo di come, ogni mattina, si presentava alle 7 in Municipio. Sempre elegante, sia che pungesse il freddo sia che bruciasse la canicola: abito di colore appropriato, camicia con doppi polsini, cravatta intonata. Impeccabile, anche quando, nel periodo dei Festeggiamenti rimaneva sveglio e vigile per ore, anzi per giorni. Sembrava fosse invulnerabile ed eterno. Avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 2 agosto ma erano in tanti pronti a scommettere che avrebbe certamente festeggiato i 100. Era uno degli ultimi di quella schiatta di uomini del secolo scorso che avevano reso grande Catania. Scrigno prezioso di sapienza e saggezza, conosceva tutto e tutti; ricordava quel che era accaduto tra quei muri con memoria lucida e ricca di aneddoti e vicende.

Tutti lo ascoltavano e gli obbedivano ma non per timore o servilismo ma per amore e stima. Luigi Maina era educato e cortese, gentiluomo di altri tempi non alzava mai il tono della voce, mai si alterava. Diplomatico ma non ipocrita: quando qualcosa o qualcuno poco gli garbava “mussiava” e borbottava, defilandosi con destrezza ed eleganza. Al contrario, quando qualcuno per gli aggradiva, sorrideva spontaneo e sincero. Sempre pronto alla buona parola e al sapiente consiglio. Punto di riferimento per tutti. Ha retto per anni con morbido pugno di ferro sindaci, assessori, consiglieri e impiegati; e lo stesso ha fatto con devoti, sacerdoti e quanti altri orbitavano intorno alla Festa di Sant’Agata.

Era stato assunto al Comune di Catania il 28 ottobre 1957 come Vice Dirigente dell’Ufficio Espropri presso la Direzione della Segreteria dell’Ufficio Tecnico. Nel 1983 viene nominato Cerimoniere e Addetto alle Pubbliche Relazioni del Comune. Nel 1990 diviene Cavaliere della Repubblica Italiana. Nel 1992 riceve l’Onorificenza di Commendatore al merito. Il 2 giugno 2000 riceve la nomina di Grande Ufficiale della Repubblica italiana.
Nel 1983 diviene Cittadino Onorario di San José California per meriti culturali; nel 1990 riceve l’Incarico di Consulente della Provincia di Catania e da alcuni Comuni nella qualità di sapiente cultore dell’arte del cerimoniale e competente estimatore di preziosità pittoriche; nel 2010 viene insignito del titolo di “Ispettore ai Beni Culturali “ dell’intero territorio siciliano, conferito per decreto dall’Assessorato regionale ai Beni Culturali ed Ambientali.
Ho donato alla Città di Catania oggetti d’arte appartenenti alla propria famiglia, ora esposti nel Palazzo di Città, e dell’inventario, manoscritto unico nel suo genere, del tesoro di S.Agata; al Museo Diocesano una preziosa miniatura di S. Agata in argento e pietre preziose, eseguita da diversi orafi artigiani catanesi.

Ha illustrato il tesoro di S. Agata, in privato, ai Presidenti della Repubblica Italiana: Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano e a sua Santità Giovanni Paolo II.
Ha inoltre ricevuto: Encomio da parte del Comandante del Genio Pionieri “AOSTA” della Caserma Sommaruga; Encomio da parte dall’Assessore alla Partecipazione, iniziative culturali e teatro, del Comune di Lucca; Encomio da parte del Comandante del Presidio Militare di Catania ed altri Premio Internazionale di benemerenza culturale nell’anno 1983-1985; Premio Candelora D’Oro 2013.”

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