San Berillo. Assemblea chiede case, lavoro, permessi di soggiorno e servizi sociali

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La manifestazione in via Rizzo di CSA OfficinaRebelde Catania e dal Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida e la risposta di alcuni residenti.

Ieri pomeriggio – sostenuti da un evento su Facebook organizzato dal CSA OfficinaRebelde Catania e dal Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida” –
abitanti ed attivisti del quartiere di San Berillo si sono ritrovati in via Rizzo, tra via Di Prima e via Sturzo, “per costruire un momento di confronto collettivo, franco e sincero, non inquinato da strumentalizzazioni politiche, sui problemi del quartiere”.
Un’assemblea partecipata, dove “il popolo dei bassi e della strada”, con tutte le sue diversità dettate dalle storie personali e da quelle collettive, s’ identifica nella lotta comune al degrado, che passa necessariamente attraverso il diritto all’abitare, al reddito, ai permessi di soggiorno, ai servizi sociali.

Di seguito il comunicato diffuso stamattina dalla pagina Facebook di OfficinaRebelde Catania.

– IL POPOLO DEI “BASSI” E DELLA STRADA IN ASSEMBLEA A SAN BERILLO

“Ieri a San Berillo, dopo gli ambigui tentativi di contrapporre italiani e stranieri nel quartiere, senzatetto e proprietari, gente “perbene” e sexworkers, ci siamo ripresi pacificamente la piazza. In una animata assemblea, residenti del quartiere, attivisti sociali, abitanti delle case occupate, migranti, hanno spiegato perché non esiste un futuro per il quartiere e per tutta la zona di Corso Sicilia e Corso dei Martiri che non contempli chi vive la strada e le sue esigenze. Tante idee e tanti spunti da riprendere certamente dopo la pausa estiva. La lotta al degrado ed alla gentrification deve partire da qui: case, lavoro, permessi di soggiorno, servizi sociali”.

La risposta di alcuni residenti

In risposta alla manifestazione, qualche residente ha esposto delle bandiere italiane nei balconi e qualcuno ha suonato l’inno nazionale italiano. Attimi di tensione quando una camionetta dell’esercito, non sapendo della manifestazione, si è fermata in via Di Prima, preoccupata dell’assembramento. L’intervento degli uomini della Digos, presenti in loco, hanno chiarito la posizione dei presenti ed evitato il contatto con i manifestanti.

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