Niscemi, ieri corteo NO MUOS. La polizia lancia lacrimogeni, ma i manifestanti non mollano

0
380
Stefania Catania, Claudia Urzi' e Orazio Vasta della Federazione del Sociale USB Catania.

Il movimento No Muos con la manifestazione che si è svolta ieri pomeriggio a Niscemi, attorno alla base USA che “ospita” il Muos all’interno di un’area che sulla carta e’, appunto, un’area naturale protetta. Ma, la manifestazione contro il Muos ha messo a nudo anche la verità oggettiva che in Italia, mentre si tagliano le spese per lo stato sociale, aumentano quelle spese militari.

di Carlo Genovese

“Infatti, mentre anno dopo anno governi di ogni colore hanno tagliato miliardi alla spesa sociale (sanità, istruzione, casa), il settore delle spese militari non conosce crisi: durante il lockdown le industrie belliche hanno continuato a produrre e vendere beni certamente non essenziali, autorizzate dal Governo Conte che ha fatto praticamente gIi interessi di Confindustria. Nonostante stiamo vivendo la crisi economica più importante dal secondo dopoguerra, il Governo italiano invece di tutelare i posti di lavoro si preoccupa di garantire gli interessi economici delle multinazionali:
-Riconfermando le 40 missioni militari all’estero e lanciandone altre 5;
– Aumentando le spese militari che superano i 26 miliardi di dollari, garantendo all’Italia il quarto posto in Europa per gli stanziamenti nella “difesa”.
Una tendenza generale questa, che nel 2019 ha visto aumentare l’investimento globale nella difesa del 3,6% rispetto all’anno precedente e che ci preoccupa perchè ogni volta che le grandi imprese non riescono a vendere le proprie merci, la guerra diventa il loro strumento per devastare i territori e continuare ad arricchirsi con la ricostruzione”.
Quindi, la manifestazione diieri a Niscemi non è stata fine a se stessa.

I lacrimogeni della Celere e poi l’assemblea

La manifestazione ha vissuto momenti di forte tensione quando la testa del corteo è arrivata a contatto con il cancello N°1 dell’enorme base. Qui, i manifestanti hanno attaccato una bandiera No Muos nel cancello e battuto ripetutamente con le mani sullo stesso cancello. Pochi minuti dopo, la Celere ha lanciato, dall’interno della base, ripetuti lacrimogeni contro i manifestanti, mentre un reparto di celerini, compreso un reparto a cavallo, erano pronti ad una eventuale carica. Gran parte dei manifestanti, nonostante i lacrimogeni, non si allontanata dal cancello, continuando la pacifica anche se rumorosa protesta. Non c’è stato altro intervento della polizia e non si sono registrati feriti. Successivamente, a pochi metri dal cancello, con la DIGOS “addosso”, si è svolta una partecipata assemblea a cui sono intervenuti i rappresentanti dei comitati e dei movimenti presenti. È intervenuto anche un lavoratore dell’USB di Catania, che ha sottolineato che ” in una Sicilia colonia dello Stato imperialista italiano, la lotta alla militarizzazione del territorio siciliano è anche la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e delle classi disagiate”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui