Zappalà: “Bonaccorsi non eletto dai cittadini. Bisogna andare alle urne”. Anastasi: “Affidiamoci al Consiglio comunale”

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Vivace seduta del Consiglio comunale in cui si è discusso su cosa fare dopo la condanna in primo grado per peculato di Salvo Pogliese. Posizioni diametralmente opposte tra maggioranza e opposizione. Comica la posizione della Manno che dice di non sapere nulla sulla  mancata diretta streaming del Consiglio comunale.

Che figuraccia: da “SAVERINO” alle mancate dirette streaming del Consiglio

Comincia malissimo il Consiglio comunale di Catania sugli effetti della Legge Severino alla luce della condanna in primo grado di Salvo Pogliese per peculato. Il tabellone intanto indica erroneamente legge Saverino. Chi è costei? Non si sa. Solo dopo circa mezz’ora la scritta, dopo segnalazione di qualcuno, viene corretta. Ancora più grave è la questione della mancata diretta streaming del Consiglio, sottolineata dal consigliere Giovanni Grasso. A lui risponde candidamente il segretario generale del Comune di Catania Rosanna Manno, la quale casca dal pero e dice di non saperne nulla del problema. Risposta inammissibile, anzi comica visto il suo ruolo. Anche se da ridere c’è davvero poco, visto che palesa una non conoscenza del problema che ha avuto, sia sulla stampa che sui social e anche in Aula, la sua discreta risonanza.

La proposta di Zappalà

La dialettica in Aula è scontata. Le opposizioni, con Lanfranco Zappalà in testa ed a seguire Enzo Bianco, Giovanni Grasso, il gruppo Italia Viva e il Movimento 5 Stelle chiedono le dimissioni o al massimo un azzeramento della giunta comunale. Dal lato opposto si tiene duro portando avanti i concetti di continuità dell’Amministrazione.

Le domande di Nasca

Emanuele Nasca, capogruppo del M5s a consiglio comunale, dice: “Chiedere le dimissioni di Pogliese non ha tanto senso. Catania sta vivendo una crisi sociale ed economica senza precedenti”. Poi pone al sindaco facente funzioni 4 domande: 1) Come l’Amministrazione ha intenzione di combattere l’abusivismo, “I controlli devono essere fatti quotidianamente”, commenta Nasca; 2) “Quale i piani per la mobilità alternativa di cui la città a assoluto bisogno?”; 3) “Ho chiesto dell’Urbanistica. Fare questi palazzoni a Catania è un’idea sbagliata e vecchia. 4) “Cosa fare per il rispetto della legalità?”. “L’Amministrazione non sta facendo nulla. Solo per questo Pogliese dovrebbe dimettersi. Non bisogna arrivare alla sentenza. Le statistiche, le classifiche, come quella del Sole 24 Ore, danno come indice di gradimento di Pogliese come penultimo in Italia.

Bonaccorsi divaga ancora nelle risposte

A queste domande Roberto Bonaccorsi non risponde, e come la scorsa volta balbetta, anzi tergiversa e parla di altro. Come della sindaca Raggi e del primo cittadino di Torino Chiara Appendino. Insomma stecca anche la seconda in Aula. Non una bella figura, mi spiace dirlo, di una persona, che ha, come ho già detto in altre occasioni, immense capacità dialettiche e analitiche. Di certo non è stato aiutato daile continue interruzioni dei pentastellati in Aula, che rimarcavano le sue divagazioni.

Le sue dichiarazioni passano pertanto in secondo piano, a nostro giudizio, mentre emerge con prepotenza la concretezza dell’intervento di Sebastiano Anastasi, capogruppo di Grande Catania.

Anastasi: “Basta demagogia. La città ha bisogno di un Consiglio comunale riformatore”

“Il momento è grave, ma la legge prevede la sospensione. – dice Anastasi – Il vicesindaco era stato indicato da Pogliese quando lo stesso aveva presentato il suo programma elettorale. Questa vacatio, prevista dalla legge Severino, rappresenta una grande occasione per il Consiglio comunale, che si può fare portavoce del rinnovamento e di quell’apporto di idee. Catania è una città stantia e demotivata a tutti i livelli. Tant’è che non solo in questa seduta, ma anche in sedute come quelle che hanno riguardato le linee guida del piano regolatore, c’è stata poca partecipazione di popolo. Questo significa che c’è sfiducia e che i progetti politici che si sono rincorsi in questi anni, hanno finito la loro onda lunga. In questi 18 mesi il Consiglio ha quindi l’opportunità di dare verve politica per rimettere in sesto questa città. Non è possibile che ci si straccia le vesti per una sospensione quando vi è lo scandalo dei bonus presi da parlamentari di tutte le forze politiche. Come Grande Catania sottolineo che tante piccole sbavature o storture che annebbiano l’azione riformatrice e di risanamento dell’Amministrazione devono essere azzerate”.

Anastasi, torna a parlare delle Partecipate. “I processi amministrativi dovrebbero essere virtuosi già per natura. Noi di maggioranza andiamo spesso in difficoltà nell’andare a vedere che nelle partecipate ci sono dei procedimenti che fanno storcere il muso. Quindi nelle partecipate bisogna rimettere lo stesso ordine con il quale si era partiti. Nell’ultimo periodo qualcosa ha lasciato molto a desiderare. Quindi un bagno di umiltà per tutti e andiamo avanti, ma tutto il discorso che è stato impiantato oggi ha lasciato solo il sapore della demagogia. Gli elettori hanno bocciato i vari progetti politici approvando quello di Pogliese. Sarebbe stato bello che  opposizioni avessero messo in campo  degli argomenti strumentali e costruttivi così da mettere un pò di pepe”.

 

 

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