Abbattimento Ex Palazzo delle Poste, il Tar boccia la Regione sui criteri di aggiudicazione. Ecco la sentenza della discordia

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Sull’abbattimento dell’ex Palazzo delle Poste si è espresso il Tar, bocciando i criteri di aggiudicazione dei lavori. Esulta il M5s, mentre l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone parla di una strumentalizzazione della sentenza.

Forti dubbi sulla correttezza dell’iter burocratico seguito dalla Regione Siciliana erano stati espressi dal M5S Catania ed in particolar modo dal consigliere Graziano Bonaccorsi, fin dal mese di febbraio di quest’anno. Ora esce una sentenza del Tar che si pronuncia sui criteri di aggiudicazione dei lavori di abbattimento dell’Ex Palazzo delle Poste di viale Africa.

La sentenza del Tar

Il ricorso, presentato dalle ditte Di Fiore RitaSmeda srl e Iaquinta Saverio contro l’Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, era inerente l’annullamento del bando del 25 ottobre 2019 e, quindi, del relativo procedimento di aggiudicazione dei lavori di demolizione e riqualificazione dell’ex Palazzo delle Poste. “La stazione appaltante (la Regione Siciliana ndr.) – secondo il Tar – avrebbe dovuto applicare il criterio di aggiudicazione e di verifica dell’anomalia previsto dalla disciplina statale (art. 97 d. lgs. n. 50 del 2016) e non quello dettato dalla legge regionale siciliana, in linea col criterio di competenza per le ipotesi di antinomie normative“. Ciò ha portato ad una errata attribuzione della ditta vincitrice dei lavori.

Il Tar ha pertanto annullato il bando di aggiudicazione dei lavori del 25 ottobre del 2019 e ha condannato l’Amministrazione regionale al risarcimento del danno.

Di seguito il link della sentenza del Tar Sicilia sez. staccata di Catania pubblicata in data 01/07/2020:

https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&schema=tar_ct&nrg=202000190&nomeFile=202001604_01.html&subDir=Provvedimenti

La storia è emersa a seguito di una segnalazione di un lettore del quotidiano locale “La Sicilia“.

Il commento del M5s

Il M5s Catania commenta: «Abbiamo già evidenziato in tutte le sedi istituzionali, con interrogazioni all’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e al comune di Catania, come, secondo noi, la costruzione di questo edificio non abbia seguito un iter corretto, in primo luogo perché non è stata fatta nessuna variante al Prg che giustifichi il cambio di destinazione d’uso della zona da “verde pubblico-area industriale” a “servizi” e in secondo luogo perché la cessione di un bene indisponibile deve necessariamente passare dall’inserimento dello stesso nel piano di dismissione del comune, cosa mai avvenuta».

La risposta dell’assessore Falcone

L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone risponde dichiarando: «Se chi oggi parla avesse letto con maggiore attenzione la sentenza del Tar sul ricorso Di Fiore-Iaquinta, avrebbe forse evitato gaffe su una vicenda che qualcuno vorrebbe strumentalizzare a fini politici. Il provvedimento riconosce ai ricorrenti un indennizzo di poche migliaia di euro, ed è ben lontano dall’inficiare il completamento della demolizione dello scempio dell’ex Palazzo delle Poste, nonché la costruzione della futura moderna Cittadella giudiziaria. I lavori in viale Africa riprenderanno a breve, mentre va avanti l’iter di un’opera storica, l’unico che era possibile intraprendere nel rispetto delle normative sia sul piano del Codice degli appalti che sotto il profilo urbanistico».

 

 

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