Fallita la regolarizzazione dei braccianti. USB organizza corsi di formazione per i lavoratori invisibili

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“Fin dal primo giorno il Coordinamento nazionale del lavoro agricolo dell’Unione Sindacale di Base aveva dichiarato l’inadeguatezza del provvedimento varato dal governo per l’emersione dal lavoro nero dei braccianti”.

Così inizia un comunicato di USB, dove viene fatto a pezzettini quel decretone, a firma della ministra renziana Teresa Bellanova, che avrebbe dovuto regolarizzare e strappare dallo sfruttamento e dal caporalato le lavoratrici e i lavoratori, italiani e stranieri, del bracciantato.

“Sappiamo bene – denuncia USB – che il 36% di lavoro nero in campo agricolo non è stato minimamente intaccato; sappiamo bene, e le inchieste delle forze di polizia e della magistratura lo evidenziano quotidianamente, che lo sfruttamento fino al limite dello schiavismo è un comportamento diffuso e maggiormente praticato tra tanti datori di lavoro di aziende agricole; sappiamo  bene che senza una vera “sanatoria” che permetta la regolarizzazione per chi lavora e produce rispettando le leggi non si potrà contrastare lo sfruttamento e il caporalato. Per tale ragione, l’USB organizza corsi di formazione alla cittadinanza e di alfabetizzazione sindacale rivolti ai braccianti migranti”.

Claudia Urzì, responsabile regionale della Federazione del Sociale USB Sicilia, riprendendo il comunicato sottolinea:

“Sono la mancanza di diritti, la mancanza di conoscenza dei contratti di lavoro, la mancanza di conoscenza delle leggi del nostro paese la prima causa che permette a padroni e caporali di schiavizzare i braccianti migranti” spiega la direttrice di USB, e continua: “È proprio per favorire l’emersione dalla condizione di invisibilità che il Coordinamento agricolo di  USB anche quest’anno sta organizzando corsi di formazione e di alfabetizzazione sindacale rivolti ai braccianti migranti.

Conclude:

“Costruire la consapevolezza dei propri diritti è il primo passo verso la completa acquisizione della dignità di lavoratori. Conoscere i contratti di lavoro e rivendicare il giusto è l’unico modo per uscire dal caporalato. Finché le istituzioni preposte al rispetto dei contratti faranno finta di non accorgersi di ciò che realmente accade nelle nostre campagne, sarà l’USB che accompagnerà i lavoratori nel cammino verso la propria emancipazione lavorativa. Come negli anni passati, saremo presenti con i nostri corsi in Puglia, in Abruzzo, in Calabria, in Sicilia, nel Lazio, in Piemonte e in Campania. Nelle nostre federazioni siamo pronti a dare assistenza e risposte alle migliaia di lavoratori stranieri ignari dei propri diritti. Queste importanti attività giunte al terzo anno, sono possibili anche grazie al contributo della Fondazione Rosa Luxemburg, a Rete Iside ed al Centro Internazionale Crocevia’‘.

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