Calcio Catania, Nicolosi professore di giornalismo? No grazie! Preferiamo la libertà di stampa e il diritto di critica

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Foto: Calciocatania.it

Gaetano Nicolosi, socio SIGI, comincia nel peggiore dei modi i rapporti con gli organi d’informazione, facendo delle dichiarazioni assurde durante la conferenza stampa del Calcio Catania tenutasi ieri a Torre del Grifo.

Senza alcun senso e quanto mai gravi sono state le parole di Gaetano Nicolosi durante la sua prima uscita davanti alla stampa etnea. Senza che sia stato scritto nulla di che su chi ha salvato la matricola 11700, il proprietario della Nicolosi trasporti e socio Sigi se ne esce con una sparata degna del peggior Lo Monaco. « Il mio messaggio è uno, specialmente a voi giornalisti. Fare una campagna positiva perché il Catania vada avanti. Non creare zizzania e chiacchiericci. Non creare nulla che non sia produttivo al bene della società e al bene vostro, perché la squadra è vostra e la storia è vostra».

Ricordando a Nicolosi che la libertà di stampa e il diritto di critica sono sanciti dalla Costituzione italiana, questa redazione rispedisce con forza e decisione al mittente l’invito. Nicolosi alla conferenza stampa si è presentato con una maglietta bianca con su stampato uno stemma rossazzurro, ma avrebbe fatto meglio, per coerenza alle sue parole, a indossarne una della Repubblica popolare cinese o dell’Italia fascista, a seconda delle preferenze. Con questo non si dica mai che noi di freepressonline siamo contro i regimi totalitari: sono sempre figli di Dio e quindi nostri fratelli. Li vogliamo bene e li rispettiamo come loro rispettano noi.

Quel che sembra successo è però proprio una mancanza di rispetto verso la classe giornalistica. Nicolosi parla di zizzanie e chiacchiericci, degni di cortigiani e donne di malaffare. Per chi ci ha preso? Se noi, parlo di questa redazione, ma ritengo di potere per tutta la classe giornalistica, abbiamo una notizia, la verifichiamo e la diamo all’opinione pubblica senza se e senza ma e nel rispetto della deontologia.

Nicolosi avrebbe fatto meglio, prima della conferenza stampa, a consultarsi con l’addetto stampa. Sembra invece, visti i suoi toni ed espressioni, come se fosse andato a farsi indottrinare da Pietro Lo Monaco, che con le sue reticenze e bugie sul bilancio del Catania e sul fantomatico risanamento societario, stava per buttare giù dal fosso il giocattolo preferito dai catanesi.

Mai e poi mai, quindi, faremo una “campagna positiva” per il Calcio Catania, così come richiesto da Nicolosi. Noi facciamo gli interessi dei nostri lettori, che devono essere informati su tutto quello che succede, anche in orbita al Catania. Sarà poi il lettore a farsi una propria idea e agire di conseguenza. La campagna positiva, cari amici della Sigi, dovete farla voi, al posto delle lezioni di giornalismo tenute senza alcun titolo e con contenuti lontani dalla libertà di stampa e di critica, che noi amiamo.

3 Commenti

  1. Egr.Sig. Salvo Giuffrida,in merito al Suo stagionato reportage del 08/09/20,ritengo sfidante il comportamento nei riguardi del Sig. Gaetano Nicolosi,che ha il merito di aver ri-sorto una squadra calcistica e la speranza di moltissimi tifosi Catanesi. Pertanto,sia clemente e propositivo in futuro,sui manager del Club Calcio Catania. Distinti saluti,da un tifoso Catanese!

    • Egregio lettore, nessuno e in nessun modo può e deve mettere a rischio un diritto sancito dalla Costituzione italiana: la libertà di stampa e di opinione. Più che sfidante il mio articolo, ritengo sfidanti le dichiarazioni di Nicolosi. La speranza calcistica catanese è stata messa a rischio in passato per non aver detto realmente quello che stava accadendo. Questo è grave. Le cose vanno come devono andare. Il Signor Nicolosi, per lei sarà un eroe, per me no! Solo uno che ha tentato di non far fare il lavoro di giornalista per bene con delle frasi assolutamente incommentabili. Se vuole essere informato sui fatti della sua squadra del cuore ci faccia fare il nostro lavoro anche nel suo interesse. Lei faccia il tifoso.

      Il direttore REsponsabile di freepressonline
      Salvo Giuffrida

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