Catania, il Tribunale del Lavoro in un immobile sequestrato ai Leonardi

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riformiamo le prescrizioni

Accade a Catania, anzi anche questo accade a Catania, dove si scopre che il Tribunale ha una propria sede in uno degli immobili sequestrati dalla Guardia di Finanza ai Leonardi, gli stessi “protagonisti” nell’operazione “Mazzetta sicula” riguardante la discarica di Lentini.

L’immobile in questione si trova in via Guardia della Carvana, e ospita gli uffici e le aule della Sezione Lavoro del Tribunale. Sull’argomento il deputato alla Camera Eugenio Saitta, componente della Commissione Giustizia, e la deputata Simona Suriano, entrambi del Movimento Cinque Stelle, hanno presentato una interrogazione. Firmatari dell’interrogazione anche Filippo Scerra, Gianluca Rizzo, Aldo Penna e Paolo Ficara, deputati regionali del M5S.

Leonhouse Immobiliare, riconducibile ai Leonardi

“Il recente sequestro operato dalla Guardia di Finanza – spiegano i deputati – apre un irrisolto e antico problema: diverse sedi giudiziarie, nonché della questura, sono prese in affitto dai privati. Nel caso specifico degli immobili del Tribunale del Lavoro, di proprietà di una società riconducibile alla famiglia Leonardi e ora sotto sequestro, l’importo complessivo dell’affitto a carico del Ministero supera i 740mila euro annui (di cui oltre 426 mila euro versati alla Leonhouse Immobiliare, riconducibile ai Leonardi).

Un milione e 600 mila euro l’anno per affitti

Sottolinea Saitta, che “occorre precisare che, tra i proprietari dell’immobile di Via Guardia della Carvana, risultano altre società (non sequestrate-ndr) sempre riconducibili ai fratelli Leonardi. Però è davvero ingente la cifra che spende il sistema giustizia in canoni di locazione degli uffici: la cifra supera ampiamente 1 milione 600 mila euro l’anno a fronte di uffici e di sedi non sempre adeguate”.
I deputati Saitta e Suriano hanno chiesto al ministero “di valutare la possibilità di sospendere i canoni di affitto per l’immobile che ospita il Tribunale del Lavoro e di verificare se vi possano essere situazioni simili”.

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