Cittadella Giudiziaria approvata in Consiglio comunale, nonostante i dubbi del M5s

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Una due giorni di fuoco in Consiglio comunale ha caratterizzato l’approvazione della delibera sulla costruzione della Cittadella giudiziaria in viale Africa. La posizione della Direzione Urbanistica del Comune di Catania e quella del M5s non priva di dubbi sulla regolarità, sollevati da Graziano Bonaccorsi.

Approvata dal Consiglio comunale la Cittadella Giudiziaria

Il voto positivo sulla delibera che riguarda la costruzione della Cittadella Giudiziaria in viale Africa è stato abbastanza sofferto.  Era previsto un Consiglio di fuoco e, in effetti, si sono subito scaldati i motori di fronte a una delibera sul tema, letta in aula durante un intervento della consigliera Lidia Adorno, che si è lamentata della mancanza di un allegato verbale della conferenza dei servizi del 2016. Prima ancora Graziano Bonaccorsi rileva l’assenza di documenti inviati dalla Regione Siciliana alla Direzione Urbanistica del Comune di Catania: documentazione pervenuta con nota prot. n. 10739 del 3/08/2020, del Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica  (relazione tecnica, relazione illustrativa, relazione geologica e 8 tavole illustrative). Per il M5s, manca anche in allegato il verbale della conferenza dei servizi. Inoltre, secondo i pentastellati, doveva essere richiesta la Vas.

Direzione Urbanistica Catania: “Delibera Regolare”

La Direzione Urbanistica del Comune di Catania ha spiegato a freepreessonline che invece la delibera presentata in Consiglio è regolare. Vi è una delibera del Consiglio comunale di Catania, risalente al 29 febbraio del 1979, che approvava il “Progetto di un edificio Poste Ferrovie”. “Ai tempi, erano aziende pubbliche”, come ricorda la Direzione. Quindi si passa ora, da “un edificio pubblico ad un altro pubblico”. Nessuna variazione perciò vi sarebbe secondo la Direzione Urbanistica del Comune di Catania. Pertanto, ci riferiscono, non vi è bisogno di Vas.

Cosa dice l’Art. 7 della Legge regionale 65/81

L’art. 7 della legge regionale 65/1981, notano dalla Direzione Urbanistica del Comune di Catania, dice: “Qualora per rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l’assetto territoriale, possono essere autorizzati dall’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, sentiti i comuni interessati. Nel caso di avviso contrario da parte di uno o più comuni interessati, l’Assessore regionale per il Territorio e Ambiente adotta le proprie determinazioni, sentito il Consiglio regionale Urbanistica.

     I comuni sono obbligati ad esprimere il loro parere su richiesta dell’Assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente entro quarantacinque giorni dalla presentazione del progetto. Trascorso infruttuosamente detto termine, l’Assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente nomina, senza diffida, un commissario ad acta per la convocazione del consiglio o dei consigli comunali.

     In caso di mancato pronunciamento del consiglio o dei consigli nel termine di trenta giorni dalla data per la convocazione, si prescinde dal parere”.

Nessun waterfront

Quindi, secondo l’Ufficio Urbanistica non vi è bisogno di alcuna Vas e, addirittura, era affatto necessario passare dal vaglio del Consiglio comunale. Inoltre, ci spiegano dagli uffici che non vi è nella zona alcun waterfront visto che l’area, assolutamente non demaniale vista la distanza dal mare, è chiusa proprio dalla parte dello Ionio dalla linea ferroviaria e su entrambi i lati, da due costruzioni.

Bonaccorsi (M5s): “Occorreva autorizzazione con Variante in deroga”

Restano i dubbi sulla messa in dismissione dell’Ex palazzo delle Poste. Tema che, secondo il consigliere Graziano Bonaccorsi, doveva passare dal Consiglio comunale. Infine, lo stesso portavoce del Movimento 5 Stelle riprende la nota della Regione del 3 agosto del 2020 in aula consiliare: “Per ciò che la realizzazione di nuovi Uffici Giudiziari costituirebbe, vista l’originale destinazione d’uso del terreno su quale sorge l’attuale ufficio, serve un’autorizzazione con variante in deroga. L’area, infatti, dopo la dismissione dell’edificio delle Poste tornerebbe alla destinazione d’uso originario: Verde pubblico e demanio”.

 

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