Taglio parlamentari: in Sicilia circa 35 elettori su 100. Perché? Il parere di Sebastiano Anastasi (Grande Catania)

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Perché la Sicilia è la regione d’Italia con la più bassa affluenza?

Intanto perché non ci sono stati dei “Superman” in queste elezioni. Infatti, il dato è stato basso in tutta Italia, tranne in quelle regioni in cui si votava per le regionali dove l’effetto “trascinamento” dei candidati con la preferenza ha portato più gente a votare anche per il referendum.

Inoltre, la Sicilia non è stata coinvolta per nulla, dato che nessuno ha fatto campagna elettorale per il SÌ o per il NO.

Il 75,9% dei pochi votanti in Sicilia ha scelto SÌ..

Ma è normale: in un momento di enorme crisi in cui la politica ha le sue responsabilità, se proponi di abrogare i parlamentari la gente vota SÌ,  pur non sapendo che non c’è a supporto una riforma della legge elettorale o, per dire, cosa succede al Senato..

Se, giusto per fare un po’ di splatter, si chiedesse di sopprimere i Comuni e tenere un unico delegato del Sindaco, la gente dirà Sì. Anche se è pur vero che alcuni comportamenti di vecchio stampo che permangono negli apparati della burocrazia, fanno allontanare la gente.

Secondo l’analisi di voto di un famoso canale televisivo, nei quartieri centrali delle città più importanti d’Italia la scelta verteva sul NO, a differenza delle periferie e dei piccoli comuni, che affermavano le modifiche degli articoli della Costituzione in oggetto. È un caso?

È una questione di “pance vuote e pance piene”. Generalmente, chi ha la possibilità di vivere in centro non sarà ricco ma godrà di una pensione dignitosa o di almeno due stipendi che consentono di appassionarsi al dibattito politico. Chi è disperato, o non vota o vota Sì. Se a una pancia vuota urli dentro, il rimbombo sarà più forte rispetto a una pancia piena.

Purtroppo c’è una classe dirigente, sia di maggioranza che di opposizione, che ha scelto di urlare alle pance vuote. Toglieranno 345 parlamentari, ma quando i problemi non saranno ancora risolti, quale sarà il prossimo passo? Ad esempio: hanno abrogato le province? SÌ.  Ma è stato fatto un disegno di riordino di questi organismi? No! Sono rimaste le province senza gli organi elettivi e i problemi sono aumentati in maniera esponenziale per le strade, le scuole, i servizi sociali. Tuttavia, il volere del popolo va rispettato, visto che esso è sovrano.

Lei si è schierato per il NO. La sua comunicazione politica com’è stata impostata?

Non ho fatto alcuna comunicazione. Sono un rappresentante delle istituzioni e per questo la gente ha saputo il mio parere tramite diretta, dove ho elencato i motivi per i quali avrei votato No. In primis, la non riforma della legge elettorale prima del taglio. Votare sì in questo modo, è votare a scatola chiusa. In un referendum dove si abrogassero tutti gli organi burocratici, la gente oggi direbbe Sì, con la fame che c’è. Ripeto: il voto dei cittadini è rispettabilissimo; sono coloro che alimentano questo sistema che si assumeranno le responsabilità di ciò che stanno facendo, nei confronti della storia del prossimo futuro.

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