Oggi protesta tassa studenti irregolari, il Rettore: “Contributo stabilito per legge”

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Studenti universitari in protesta

Finisce con un nulla di fatto la protesta contro il contributo di 200 euro degli studenti “irregolari” che incassano il no secco del Rettore. Il pagamento della quota è infatti stabilito dalla legge di bilancio del 2017.

Stamattina in Piazza Università a Catania, davanti la sede del rettorato, si è tenuto un presidio da parte di studenti universitari iscritti nell’ateneo contro una sovra tassa di 200 euro dovuta dagli irregolari. Questi non sono altro che i fuori corso, iscritti regolarmente all’ateneo di Catania per più della durata legale del corso, ma non iscritti al corso di studio. “Come se non bastasse – denunciano dal presidio – la scadenza della sovrattassa per gli irregolari, pari a 200 euro, è stata anticipata a ottobre. Ciò avviene proprio in un momento di profonda crisi per le classi popolari: il lockdown, scaturito dall’emergenza covid, ha causato enormi difficoltà economiche soprattutto alle famiglie a basso reddito”.

Gli studenti: “200 euro insostenibili entro il ottobre. Compromesse carriere universitarie”

“Il diritto allo studio – evidenzia il presidio – dovrebbe essere garantito e questa decisione dell’ateneo di Catania rischia di compromette la carriera universitaria di tutte le studentesse e di tutti gli studenti per i quali questi 200 euro con scadenza così vicina sono insostenibili”.

Una delegazione di 4 persone è stata ricevuta dal rettore Priolo. L’incontro è durato circa un’ora e per gli studenti è stato però infruttuoso. La delegazione riferisce di una “Chiusura netta da parte del rettore. Neanche un minimo passo verso le nostre richieste. Non ha preso neanche in considerazione la possibilità di rinviare la scadenza di ottobre per il versamento delle 200 euro. Nulla! A chi ha fatto notare che tante e tanti pagheranno in ritardo, il Magnifico Rettore ha aggiunto che questo comporterà solo una mora (60 euro, nda)”.

L’Università: “Contributo dovuto per legge”

L’Università, attraverso un comunicato post incontro, precisa che:”Il contributo da 200 euro dovuto dagli studenti definiti ‘irregolari’, ossia non in regola con i criteri relativi al numero di anni di iscrizione, è stabilito dalla legge di Bilancio per il 2017 (l. 232/2016).

“Lo Stato supporta lo studio per il tempo necessario alla laurea più un anno”

Il Ministero (attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario) garantisce infatti il diritto allo studio degli iscritti alle Università, ma i soldi che così destina agli atenei sono erogati solo in base al numero degli iscritti da un numero di anni accademici non superiore alla durata normale del corso di studio frequentato, incrementato di un anno. In altre parole, lo Stato supporta lo studio dei propri cittadini solo per il tempo necessario alla laurea (più un anno), ma in caso di ritardi questo supporto cessa. La norma pertanto prevede, a parziale compensazione del mancato contributo statale all’università, una tassa aggiuntiva obbligatoria per il valore minimo di 200 euro“È importante sottolineare che 200 euro è il valore minimo – precisa il rettore, che questa mattina ha incontrato, insieme con gli studenti senatori accademici, una delegazione degli studenti firmatari delle istanze – e che in altri Atenei si applicano cifre ben diverse. La scelta di tenere al minimo questo importo è coerente una politica di tassazione che viene incontro agli studenti. Vorrei aggiungere, per maggiore chiarezza, che l’ulteriore tassa di 156 euro dovuta da tutti gli studenti ad inizio anno è la somma dell’imposta di bollo (16 euro) e del contributo regionale (140
euro) che l’Ateneo trasferisce integralmente all’Ersu”.

“Per quel che riguarda le tempistiche – continua la risposta del rettore – ,va detto che già a partire dall’a.a. 2019/2020 il Consiglio di Amministrazione di Unict aveva stabilito che il contributo di 200 euro per gli studenti irregolari dovesse essere assimilato alla quota fissa di 156 euro, in quanto anch’esso indipendente dalle fasce di contribuzione, fissando al 10 ottobre, per gli anni accademici successivi, la scadenza del pagamento di entrambi i contributi, per un totale di 356 euro. La Guida per gli studenti 2020/2021, ampiamente condivisa con le rappresentanze studentesche in sede di Consulta, si è limitata a far propria la decisione già assunta dal Cda, spostando dal 10 al 12 ottobre la data di scadenza per
il pagamento delle quote fisse”. “Vorrei altresì far notare – aggiunge il prof. Priolo -, a titolo d’esempio comparativo, che molti altri atenei, anche siciliani, richiedono il pagamento di tutte le tasse dovute entro il mese di dicembre dell’anno accademico in corso”.

Priolo: “A Catania fra le contribuzioni più basse d’Italia”

“Per fare completa chiarezza sulla questione mostrato e ribadire che il nostro Ateneo è sempre attento alle esigenze e alla condizione dei propri studenti, anche e soprattutto quando bisogna compiere scelte che possono incidere sulle famiglie – conclude il rettore – va ricordato che il costo reale che l’Università affronta per ciascuno studente è di circa 7.000 euro. Tale costo viene coperto in parte con contributi del Ministero, attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario assegnato annualmente agli Atenei, in parte dalle tasse studentesche e in parte è autofinanziato dall’Università con fondi provenienti da progetti competitivi e/o convenzioni con enti pubblici e privati che l’Ateneo stesso si procura. A Catania ogni studente, in media, contribuisce annualmente con meno di 600 euro, cioè meno del 10% del costo reale dell’Università che frequenta. Si tratta di una fra le contribuzioni più basse d’Italia se confrontata con i valori medi del Politecnico di Milano (1.800 euro circa) e di Roma La Sapienza e Napoli Federico II (circa 1.000 euro). A questo si associa, infine, la scelta adottata quest’anno e ampiamente pubblicizzata, di allargare la no tax area a 20.000 euro di ISEE, consentendo così a più della metà degli studenti del nostro Ateneo di non pagare le tasse”.

 

 

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