Catania, la spazzatura del Porto è tua. Il M5S insorge

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In una nota l’autorità portuale ha comunicato che le competenze riconducibili alla raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti all’interno dell’area di sedime portuale sono affidate agli enti locali. Il M5S Catania, primo firmatario Graziano Bonaccorsi, non ci sta e vuole vederci chiaro.

Il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle vuole vederci chiaro e presenta un’interrogazione a firma di tutti i suoi portavoce al Consiglio comunale di Catania. I pentastellati vogliono chiarezza su chi deve svolgere il servizio di pulizia, raccolta e smaltimento dei rifiuti all’interno del porto; su chi dovrebbe  pagare i costi aggiuntivi del servizio non previsto nel capitolato speciale d’appalto. Chiedono, inoltre, quali sono le motivazioni, sulla base di quanto esposto sopra (Sentenza n. 3798 del 16 febbraio 2018) che hanno spinto l’Amministrazione a estendere il servizio nell’area del porto e a richiedere agli operatori la regolarizzazione della posizione amministrativa relativa alla fruizione della raccolta dei rifiuti all’interno dell’area di sedime portuale ricadente nel comune di Catania.

“Il porto di Catania versa in condizioni igieniche assai critiche -osservano i portavoce del M5s – una situazione, questa, che sembrerebbe destinata a rimanere precaria grazie ad un’ultima ordinanza dell’Autorità Portuale (nota prot.n.419100 del 05/12/2020) inviata al comune di Catania; nella nota l’autorità portuale ha comunicato che le competenze riconducibili alla raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti all’interno dell’area di sedime portuale sono affidate agli enti locali”.

Vi è di più visto che, sottolinea il M5s, gli operatori del porto, da tempo, hanno sottoscritto un contratto con la “Soc. Cop. La Portuale II per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e pagano i canoni alla “Soc. Cop. La Portuale II”, che attualmente sembrerebbe avere un contenzioso con l’Autorità Portuale al Tar; la Direzione ragioneria generale del Comune di Catania ha inviato, a tutti gli operatori del porto, formale comunicazione avente per oggetto: “Invito regolarizzazione posizione amministrativa relativa alla fruizione della raccolta dei rifiuti all’interno dell’area di sedime portuale ricadente nel comune di Catania“. 

Nell’interrogazione il M5S riporta la sentenza n. 3798 del 16 febbraio 2018 della Suprema Corte

il decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione all’art. 1 precisa che “ i servizi di interesse generale nei porti, di cui all’art. 6, comma 1, lett. c. della legge 28 gennaio 1994, n. 84, da fornire a titolo oneroso all’utenza portuale vanno identificati anche nei “servizi di pulizia e raccolta dei rifiuti”. Quindi all’interno del perimetro di competenza l’Autorità Portuale è tenuta ad assicurare il servizio di smaltimento rifiuti prodotti anche in banchine, pontili galleggianti, specchi d’acqua; compresi quelli prodotti a bordo dalle navi, i residui di carico; queste operazioni non sono demandate al Comune o comunque al gestore del servizio pubblico di igiene urbana, ma al soggetto incaricato dalla stessa Autorità Portuale. Ed essendo istituita una tariffa per lo svolgimento del servizio è escluso che il Comune possa richiedere il pagamento della tassa rifiuti.

Il Comune nei porti privi di Autorità Portuale è tenuto a svolgere il servizio di smaltimento rifiuti e può chiedere al singolo soggetto il pagamento della tassa rifiuti, ma nel caso in specie non può svolgerlo perché è istituita l’Autorità Portuale: la Suprema Corte con la sentenza n. 3798 del 16 febbraio 2018 ha chiarito che le aree portuali sono soggette al pagamento della TARI, la natura demaniale delle aree occupate non esonera dal tributo, mentre non sono soggette le aree dove sono istituite le Autorità Portuali.

Le attuali condizioni del servizio di raccolta e spazzamento,  continua ad essere di pessima qualità, palesando una condizione di degrado che permane in tutta la città, compreso il porto di Catania, in cui si manifestano lacune e inadempienze gravi.

 

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